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Entro un mese si conoscerà la sorte del Palabigi

Entro un mese si conoscerà la sorte del Palabigi

Lo annuncia il sindaco Vecchi, secondo cui gli impianti prioritari sono la piscina e il campo di atletica

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REGGIO EMILIA. Una buona dotazione d’impianti sportivi è una ricchezza per la pratica di ogni disciplina sia a livello professionistico che dilettantistico, ma soprattutto è uno strumento di sviluppo civile e di crescita sociale delle nuove generazioni. Purtroppo in questi anni sono nate poche strutture e quelle già esistenti sono poco sicure se non alla malora. Chi deve investire delle risorse per la loro sicurezza? E’ il tema intorno a cui hanno dibattuto al Centro internazionale Loris Malaguzzi, dirigenti nazionali dei movimenti sportivi e rappresentanti delle istituzioni al convegno promosso da Aqua Industrial Group (azienda di San Martino leader nelle tecnologie idriche) e dall’Istituto per il credito sportivo (Ics) titolato al finanziamento d’iniziative pubbliche e private nel settore. Fra le relazioni svolte, l’intervento del sindaco con delega allo sport, Luca Vecchi, che ha accennato alle prossime opere di rilievo. Gli interventi più urgenti - ha precisato - riguarderanno la piscina di via Melato, il campo di atletica Camparada e diversi impianti utilizzati dalle scuole. Anche il Mirabello meriterebbe una valorizzazione, mentre nel volgere di un mese o poco più si potrà fare il punto sull’annosa vicenda del Palasport di via Guasco.

I lavori sono stati aperti dal presidente di Aqua, Agostino Alfano, che ha segnalato la presentazione alla Camera dei Deputati di un protocollo che detta le nuove regole per la edificazione di strutture sportive: «La “cornice” ha un rilievo anche sul risultato , è l’uomo in più in campo e quanto più attraente è lo spettacolo maggiori sono gli introiti». «Bisogna imparare – ha aggiunto Felice Belloli presidente della Lega nazionale dilettanti – ad economizzare sui consumi energetici e sulla manutenzione. Anche i campi di calcio in sintetico vanno curati». Prima di concludere: “Lo sport rappresenta il 3% del Pil e può essere di aiuto a stimolare l’economia». Al palco – coordinati dal giornalista Giorgio Martino – si sono alternati numerosi relatori, tra cui la delegata nazionale allo sport per l’Anci, Alessia De Paulis: «I Comuni debbono purtroppo rispettare i vincoli del patto di stabilità»; quindi il commissario straordinario di Ics, Paolo D’Alessio, che ha elencato facilitazioni e regole per questi finanziamenti agli enti locali e ai privati. Sono seguiti confronti incrociati ai quali hanno preso parte Carlo Pecchi, direttore amministrativo di Mapei; Silvana Cavalchi di Kinema che gestisce gli impianti natatori di tutta la provincia; Massimo De Salvo presidente del Novara Calcio; don Vittorio Bernardi del quartiere romano di Torre Angela; Alberto Miglietta del Coni servizi. Tante “case history” che hanno avvinto la folta platea fino alle conclusioni svolte da Giovanni Panebianco, capo dipartimento dell’ufficio sport della presidenza del Consiglio dei Ministri. (l.v.)

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