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Mario Paterlini lascia tele e pennelli e “sposa” la mazza da golf

Mario Paterlini lascia tele e pennelli e “sposa” la mazza da golf

Gestisce assieme alla sorella Marcella un bar in pieno centro a Poviglio; da noto e apprezzato pittore autodidatta ha scoperto la passione per il green

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POVIGLIO. Dopo il primo successo, Mario Paterlini si è ripetuto giungendo nono su 60 atleti nel torneo The Art of The Swing che metteva in palio un quadro del pittore Antonio Anzillotti. Un torneo con 18 buche stableford Seconda categoria Nc. Lo stesso Paterlini è un conosciuto e apprezzato pittore che ha lasciato il pennello per la mazza da golf.

«Uno sport che mi è sempre piaciuto – sottolinea – e che volevo provare. Mi affascina l’idea di stare in silenzio in mezzo alla natura. E’ piacevole, rilassante anche se è uno sport impegnativo sotto tutti i punti di vista: fisico e mentale». La passione per il golf sta contagiando alcuni povigliesi che in questi mesi si sono messi in evidenza nei vari green di Parma e del Reggiano. E’ successo a Mario Paterlini, in precedenza era stato Marco Magnani che dopo la “coppa dei campioni" al San Valentino Golf ha compiuto un blitz in Marocco per un torneo internazionale.

Mario Paterlini gestisce un bar in pieno centro assieme alla sorella Marcella. In questi mesi ha coltivato la passione per il golf dopo essersi cimentato anche in altre discipline (tennis, ciclismo) ma è stato il green verde che l’ha stregato. Mario Paterlini è nato a Sant'Ilario ma è povigliese doc e la sua prima passione è stata la pittura.

Paterlini sviluppa da autodidatta la sua vena artistica che s'ispira soprattutto agli astrattisti russi, da cui riprende la scelta cromatica, luminosa e calda, la purezza del tratto, la vitalità e l'energia delle linee. A questa fonte di ispirazione aggiunge un bioformismo sanguigno e vivace, in cui la purezza e la semplicità delle linee contrastano con il cerebralismo delle forme naturalistiche, troppo ovvie.

«Come tanti, Paterlini è partito dal figurativo - dice il critico Carla Mori - per poi approdare all'astrattismo e poi ad un vitale bioformismo pieno di energia. Come? Non ha importanza. Sono forme scaturite dal profondo come una sorgente dalla roccia: è un fenomeno misterioso,ma naturale per l'artista. Perché? Dice che dipingere è felicità, armonia, guardarsi dentro, ritrovarsi». Non sempre la passione può diventare una professione, così occorre far convivere la vena artistica con la dura realtà senza però sopprimere l'ispirazione per l'arte.

E' ciò che ha fatto Mario Paterlini che a Poviglio è conosciuto per la sua professione di barista. Una professione ereditata dal padre. Ma il "vero" Mario Paterlini è quello che prende il pennello in mano per dare libero spazio alla sua fantasia, a quella capacità artistica che l'ha portato a un prestigioso riconoscimento, forse uno dei maggiori: l'attestato artistico da parte del Comune di New York.

Paterlini ha esposto anche a Roma nel 2010 e la foto di un suo quadro è stata inserita in una rivista specializzata ma, si sa, è difficile essere profeti in patria. Una celebrazione, forse in ritardo ma che arriva nel momento di maggior splendore dell'artista povigliese con la personale in Municipio che si intitola "linee d'orizzonte" opere pittoriche della serie "città del mondo".

«Dipingo da quindici o sedici anni - spiega Mario Paterlini - e ho sempre cercato di sperimentare nuove tecniche di pittura. Mi appassiona questa ricerca dell'inedito e di nuove tecniche». Il barista-pittore-golfista è sposato con Cristina e ha due splendide figlie, Greta e Gloria. «Ho avuto l'opportunità qualche anno fa di esporre in un'importante galleria di Roma».

Mario Paterlini è fondamentalmente un innamorato delle sue opere e spesso preferisce custodirle gelosamente o esporle nel suo bar in centro a Poviglio. «Dipingo quando sono ispirato, come in questo momento». Ora se non altro i povigliesi avranno la possibilità di conoscere un altro volto di Mario Paterlini non più barista, tennista, cuoco per gli amici, ciclista, pittore ma anche golfista.

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