«Questa Reggiana si merita i playoff»
Calcio Lega Pro, l’ex ds Valentini è tornato da spettatore. «Il Teramo è favorito, i granata non avranno nulla da perdere»
REGGIO EMILIA. Marco Valentini è stato il ds granata della famosa galoppata di Giordano, culminata come tutti sappiamo: fallimento della società, ma granata grandi protagonisti in campo.
Sabato Valentini è tornato allo stadio Città del Tricolore per godersi la partita fra la Reggiana e il Teramo, match di cartello del girone B.
Nostalgia della Reggiana?
«Sono venuto già altre volte; stavolta ero in un tour settimanale di partite che mi ha portato sabato a Reggio e domenica a Novara».
Cosa ricorda di quella galoppata?
«Sportivamente parlando, sono stati gli anni più belli della mia vita: un gruppo fantastico, ambiente eccezionale, per poco è mancata la promozione in serie B. Ma solo bei ricordi».
Si sente ancora legato alla città?
«Il primo amore non si scorda mai. E' stata la mia prima esperienza come ds nei professionisti».
Dell'attuale gestione conosce qualcuno?
«Italo Federici, che era con me a Messina nel 2008».
Che cosa ha provato entrando in uno stadio vestito a festa?
«L'emozione di vederlo come nella mia epoca non sono mai riuscito a vedere, perché stavano ancora costruendo le torri. Una bella sensazione, come me lo immaginavo».
Segue spesso la Lega Pro?
«Chi fa il mio mestiere deve guardare anche le categorie minori. Troppo facile prendere giocatori già famosi».
Che impressioni ha ricavato da Reggiana-Teramo?
«Ho visto la squadra che probabilmente vincerà il campionato, cioè il Teramo. Non mi ha impressionato sotto il profilo del gioco, ma sulla solidità in ogni parte del campo. D'altronde, se non perde da oltre venti partite un motivo ci sarà».
Teramo favorita anche rispetto all’Ascoli?
«L'Ascoli vive un calo fisico, mentre il Teramo ha attaccanti che fanno la differenza e permettono al reparto arretrato di stare chiusi rischiando poco».
La Reggiana fa bene a concentrarsi sui playoff?
«Ha fatto un grande campionato, al di là delle previsione e delle reali possibilità. L'ambiente è entusiasmante e c'è un bel clima, quindi non avrà nulla da perdere e se li giocherà a viso aperto».
Come giudica questa Lega Pro?
«Con valori più bassi – risponde Valentini – rispetto all'epoca in cui c'erano Rimini, Reggiana, Napoli, Spal, Sanbenedettese, Avellino. Tutti avevano organici superiori e meno giovani. Ad esempio, ricordo il Rimini che aveva giocatori come Ricchiuti o Floccari che fecero strada e qualcuno di loro mi seguì a Messina».
E lo spezzatino?
«Per il mio lavoro è meglio perché posso vedere più partite, ma per i tifosi capisco che gli orari non siano comodissimi. E' un esperimento cui a fine anno tireranno le somme».
La vicenda del Parma l'ha toccata?
«Ho collaborato con loro 4-5 anni fa, e poi conosco Leonardi, un amico da tanti anni. Mi dispiace di questa situazione. Spero che il Parma ne esca il prima e nel miglior modo possibile».
Come sta il calcio italiano?
«E' morto. Grandi difficoltà economiche e carenza di idee, sempre le stesse persone a gestire, e per giovani come me non c’è mai una chance. Dal punto di vista tecnico, ci vuole più coraggio prendendo giocatori sconosciuti e portandoli in palcoscenici importanti, come ho fatto io l'anno scorso a Padova con Melchiorri».
Lei è alla ricerca di una squadra dopo la brutta parentesi in Veneto?
«L'anno scorso a Padova la squadra era buona, e lo dimostrano tutti i calciatori che adesso stanno facendo bene, ma la società si trascinava dietro problematiche da parecchi anni. Nel mio futuro spero finalmente di trovare continuità in una stessa piazza, perché ci vuole almeno un biennio per fare bene. Non guardo la categoria, ma chiedo un minimo di continuità. Al momento – conclude Marco Valentini – non ho trattative in corso».
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