Gazzetta di Reggio

Sport

«Col Prato non devono esserci cali di tensione»

di Juri Panciroli
«Col Prato non devono esserci cali di tensione»

Mister Colombo: «A Petkovic ho detto che deve tirare in porta, almeno una volta, e magari fare gol»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Alberto Colombo prepara la trasferta di Prato curando soprattutto i dettagli sui calci da fermo. «La loro forza – ammette il tecnico – sta nella struttura fisica maggiore della nostra perciò lavorare su palle inattive è il modo più logico per affrontare questo tipo di gara».

Ha già la formazione?

«Rientra De Giosa, Alessi è in buone condizioni ed offre alternative in certi ruoli, al centrocampo siamo contati, davanti la scelta cadrà su Petkovic con Ruopolo probabilmente in panchina. Spanò ( da tempo diffidato, ndc ) sta bene e rende molto. Non lo preservo per il Pisa, perché penso ad una gara alla volta e Prato è un campo difficile perché deve salvarsi. Le ammonizioni, se servono per fermare un'azione pericolosa, vanno prese al resto si pensa dopo».

Teme un calo di tensione?

«Non penso, ma se vogliamo puntare a traguardi importanti devono esserci grandi risposte: l'Aquila bussa alle nostre spalle e noi vogliamo bussare a quelle dell'Ascoli».

Che Prato si aspetta?

«Non so, fa della corsa e della fisicità un'arma importante con due attaccanti pericolosi ma, rispetto all'andata, la squadra è stata stravolta con 7-8 volti nuovi, cambiando in corsa gli obiettivi».

Essendo nelle mani di Petkovic, ha detto al giocatore di tirare in porta?

«Sa che deve tirare e speriamo che lo capisca il prima possibile, magari anche un solo tiro ma che significhi un gol. Probabilmente ha ancora “residui” di settore giovanile mentre a livello professionistico deve capire che ci si gioca qualcosa di importante».

Giocare alle 14.30 in un giorno feriale porta vantaggi a chi è in trasferta?

«Noi siamo abituati al nostro pubblico ma anche in trasferta abbiamo fatto bene come ad Ascoli».

Aveva detto che dopo marzo ci saremmo fatti tutti un'idea sulle ambizioni di questa squadra: eccoci ad aprile.

«La stagione è da definire buona ma le cose non sono cambiate in classifica e fino alla fine ci sarà da soffrire. Ora tutti danno per scontato l'ingresso nei play-off, un'eventuale uscita probabilmente oscurerebbe gran parte del buon lavoro svolto».

Altre piazze vivono tensioni. La tranquillità di Reggio può aiutare?

«Dipende dagli obiettivi: qui il profilo era basso ma reale ed è cambiato strada facendo. Reggio veniva da anni poco felici ed è stato forse un vantaggio ma se il prossimo anno si partisse dichiaratamente per centrare il primo posto, alle prime difficoltà si vivrebbero anche qui le tensioni di Ascoli o dell'Aquila».

Quindi ci sarà un prossimo anno per lei?

«Spero di essere ancora qui ma non ho parlato con la società: il rapporto è buono e tutti siamo in attesa di chiarezza a partire dal direttore».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google