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«L’anticorruzione nel comitato 2024»

«L’anticorruzione nel comitato 2024»

Il sogno olimpico di Roma. Malagò: «Massima trasparenza, l’Italia può farcela»

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ROMA. Nessuno scandalo come Expo o Mose: quelli di Roma 2024 dovranno essere Giochi puliti, certificati dall'Autorità Nazionale Anticorruzione. «Se dovesse andare bene, noi il signor Anac non lo facciamo montare in corso d'opera. Nell'eventuale comitato organizzatore sarà partner», rivela il presidente del Coni, Giovanni Malagò, presente al convegno “Promuovere l'integrità degli appalti pubblici per la realizzazione di grandi infrastrutture e grandi eventi. La vigilanza degli appalti pubblici di Expo Milano 2015” organizzato a Roma proprio dall'Autorità presieduta da Raffaele Cantone che il capo dello sport italiano ha coinvolto sin dall'inizio in questa avventura olimpica. «Cantone ha tracciato poche regole, molto chiare e precise - spiega -. Mi sento coperto da queste regole che fino ad ora non hanno mai condizionato un grande evento. L'aver preso il toro per le corna dall'inizio è un elemento di tutela, garanzia e trasparenza».

Perché, oltre agli avversari nella corsa che si concluderà a Lima nel 2017 (Boston e Amburgo, «ma qualche altra città europea molto pesante entrerà così come qualche città araba e forse un Paese emergente come l'Azerbaigian»), c'è da battere anche gli scettici che credono che in Italia non si possa realizzare un evento senza incappare in corruzione e sprechi. A loro Malagò contrappone il suo ottimismo: «Allora non ci dovremmo candidare più a niente - il suo pensiero -. Noi siamo un caso spartiacque per il Paese. Non si può accettare che i giovani non siano messi in condizione di dimostrare che c'è un'Italia diversa».

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