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«Il fattore campo sarà determinante»

«Il fattore campo sarà determinante»

Il dg Raffaele Ferrara: «I nostri tifosi sono il dodicesimo uomo in campo»

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REGGIO EMILIA. Stefano Compagni chiama e Raffaele Ferrara risponde. «Il primo pensiero – rimarca il dg granata – è un sincero ringraziamento per le parole spese da Compagni. Con Stefano non ho uno conoscenza così radicata nel tempo, a differenza di Vavassori ma fa piacere essere apprezzato per il lavoro svolto».

Ma ha sciolto il dubbio: resta anche il prossimo anno?

«Vediamo come si svilupperà l’assetto della società».

Ha però in testa un progetto per la Reggiana del futuro?

«A livello sportivo ho due soluzioni».

Play off o serie B?

«Nel calcio tutto è possibile e ci si deve preparare».

Una stagione che ha del prodigioso?

«Non era semplice costruire una squadra partendo da una base ristretta di giocatori, puntando su una fusione tra due gruppi, con un nuovo staff tecnico. Il tutto in netto ritardo».

E per il prossimo anno?

«Ora la Reggiana ha uno zoccolo duro e completare l’opera sarà più semplice».

Ci sono giocatori da mercato?

«Penso che tre o quattro atleti, anche per la loro giovane età, possano interessare ad altri club».

Allora si dovrà ricostruire dall’inizio?

«Non è detto. Prima di tutto questi giocatori sono contrattizzati, quindi l’ultima parola sarà della Reggiana. In seconda istanza non è facile per nessuno lasciare a cuor leggero Reggio Emilia e la Reggiana».

Ma ora il pensiero è per la sfida col Pisa?

«E’ un match importante per un motivo molto semplice: le altre non giocano».

Non sono tre punti decisivi?

«Lo sono anche quelli con la Carrarese. Mi spiego: vincere col Pisa è importante così come battere poi la Carrarese. Mancano sei partite e ce le dobbiamo giocare tutte con la stessa attenzione».

Su chi fa la corsa?

«Sulla Reggiana. Due mesi fa c’era chi diceva che l’Ascoli aveva già vinto il campionato mentre io sostenevo che era presto. Tutto è ancora possibile nelle prossime cinque partite».

Se la Reggiana raggiungerà i play off che aggettivo userà?

«Che siamo andati oltre le aspettative. A luglio il nostro programma era di allestire una squadra per un progetto triennale. Abbiamo bruciato le tappe, anticipando i tempi».

Merito anche degli innesti di gennaio?

«Abbiamo inserito delle pedine che ci servivano in modo, credo, intelligente».

Vacca e Giannone sono un lusso per la categoria ma Petkovic?

«E’ giovane e inesperto. Deve calarsi nella realtà della categoria. Ora noi diciamo che si specchia quando gioca ma ci darà una mano, così come lo sta facendo Messetti».

Quanto hanno condizionato infortuni e squalifiche?

«Non siamo stati fortunati perché le assenze si sono concentrate sempre in un reparto».

Sarà deluso se la Reggiana uscirà dai play off?

«Siamo stati protagonisti e abbiamo tenuto fede alle promesse. Ma il difficile verrà dopo».

Cioè?

«E’ facile arrivare a certi livelli di rendimento, difficile è mantenersi ai vertici».

Inciderà il fattore campo?

«Lo ripeto per l’ennesima volta: il nostro pubblico è realmente il dodicesimo uomo in campo per cui il fatto di poter giocare quattro partite in casa e solo due in trasferta è un vantaggio che dovremo sfruttare».

C’è qualche rischio?

«Con una squadra giovane, il pericolo è la pressione, far sentire alla squadra il peso di questa partita. In questo dobbiamo essere bravi noi, dirigenti e staff tecnico, a mantenere i piedi per terra».

E’ difficile non avvertire la tensione per questa partita col Pisa?

«All’esterno, tra i tifosi, è giusto che ci siano aspettative ma all’interno dello spogliatoio deve dominare la normalità».

Ipotizziamo una Reggiana ai play off su quali fattori potrà puntare?

«La freschezza atletica è un vantaggio e poi la giovane età che mette i giocatori nelle condizioni di affrontare queste partite di spareggio in modo spensierato».

Se lo augura?

«Non metto limiti alla provvidenza». (w.m.)

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