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Nike hoop summit

Il sogno americano di Mussini «Non c’è nulla di più esaltante»

Il sogno americano di Mussini «Non c’è nulla di più esaltante»

REGGIO EMILIA. «Primi allenamenti veri davanti a scout e addetti ai lavori Nba... niente di più bello!». Si sta godendo i suoi giorni americani, forse una prova del futuro prossimo, il 19enne e...

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REGGIO EMILIA. «Primi allenamenti veri davanti a scout e addetti ai lavori Nba... niente di più bello!».

Si sta godendo i suoi giorni americani, forse una prova del futuro prossimo, il 19enne e talento reggiano Federico Mussini. Da inizio settimana, infatti, il playmaker della Grissin Bon si trova a Portland, in Oregon, sede della Nike e del soprattutto del Nike Hoop Summit, il principale raduno per prospetti della palla a spicchi.

Quest’anno sono stati convocati in Oregon i ragazzi nati nel 1996, che ora stanno lavorando con allenatori statunitensi, e non solo, per preparare l’evento vero e proprio, ovvero la partita fra Usa e “resto del mondo” in programma sabato 11 aprile.

Mussini è uno dei tre europei presenti alla prestigiosissima vetrina, piena di osservatori e tecnici, mandati dalle franchigie Nba come dalle università, in cerca di prospetti per il futuro. E in questo contesto, si supera ogni cosa. «Siamo ancora tutti ancora un po’ stanchi per il fuso – scrive il “Musso” su Facebook – ma in queste occasioni non importa... È un’esperienza davvero incredibile!».

Il giovanissimo reggiano è seguito da parecchi college a stelle e strisce della prima divisione Ncaa, quelli di più alto livello. Fra gli ammiratori di lunga data Gonzaga, che ha sede a Spokane, non lontanissimo da Portland, e la newyorkese St John’s. Queste giornate – che saranno ricche di colloqui e valutazioni sia a livello umano che tecnico – anticiperanno le offerte di borse di studio sportive per l’annata 2015/16.

Sono quindi ore decisive per il futuro di Mussini, ancora incerto su cosa fare nella prossima annata. Con la Grissin Bon avrebbe probabilmente ancora più spazio, ma rimanere in Italia firmando un contratto professionistico gli precluderebbe per sempre la possibilità di giocare in un college Usa. L’opzione americana, inoltre, lo tenta parecchio come potenziale rampa di lancio verso l’obiettivo ultimo, che rimane la Nba, e per la conclamata bravura degli specialisti atletici statunitensi, con cui potrebbe dedicarsi al potenziamento fisico, a oggi il suo principale limite. (a.a.)

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