Da Baragalla al Città del Tricolore ha messo i brividi ai granata
REGGIO EMILIA. Da Baragalla, dove abitano i suoi genitori, al Città del Tricolore la distanza non è molta ma per Francesco Finocchio giocare nello stadio di Reggio significa sempre essere un...
REGGIO EMILIA. Da Baragalla, dove abitano i suoi genitori, al Città del Tricolore la distanza non è molta ma per Francesco Finocchio giocare nello stadio di Reggio significa sempre essere un avversario dei granata.
Di nuovo contro la Reggiana?
«Esatto, l'ultima volta due anni fa quando tornai a Reggio col Feralpisalò».
L'anno scorso la Serie A slovena con la conquista dell'equivalente nostra Coppa Italia, poi?
«E' arrivata questa opportunità in Lega Pro in una squadra che aveva molte ambizioni e ho accettato di buon grado».
E’ stato un anno positivo?
«Una bella stagione complessivamente: all'inizio tra alti e bassi mentre ora gioco con continuità dopo l'arrivo sulla panchina del tecnico Christian Amoroso».
Quando vede i colori granata diventa inarrestabile. E’ stato un grande protagonista in Reggiana-Pisa.
«Buona partita la mia ma credo di tutta la squadra che ha cercato i tre punti fino alla fine, ma quest'anno è capitato spesso di raccogliere meno di quanto seminato».
Dal campo come ha giudicato la gara?
«Noi l'abbiamo impostata bene, ricordo un palo ed una traversa nel primo tempo, e appena trovato il gol ci siamo fatti sorprendere dalla loro prima azione. Peccato perché il risultato ci va un po' stretto ma contro sapevano di trovarci una grande squadra e la sua classifica lo dimostra».
Era prevedibile una gara del genere?
«Ci aspettavamo proprio una partita così dove la Reggiana avrebbe cercato il possesso palla e noi le ripartenze, il tutto in una atmosfera particolare dovuta alla classifica ed al pubblico».
Vi è mancato il supporto dei pisani?
«Poteva essere un ulteriore spettacolo nello spettacolo considerato che le due tifoserie non sono ostili».
I suoi fans reggiani però erano presenti?
«Almeno quelli so che c'erano».
Adesso il discorso play-off rimane aperto per il Pisa?
«Dobbiamo crederci, vincere tutte le ultime cinque partite e sperare che le squadra che ci stanno davanti, in particolare Reggiana e L'Aquila, perdano dei colpi». (j.p.)
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