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Il biancorosso Mussini incanta tutti al Nike Hoop Summit

di Adriano Arati
Il biancorosso Mussini incanta tutti al Nike Hoop Summit

Il reggianissimo play della Grissin Bon si è messo in mostra all'evento di Portland

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REGGIO EMILIA. Un primo tempo di sostanza, passato a dare ordine ai compagni e a mostrare le proprie capacità balistiche. Non ha certo sfigurato Federico Mussini nella partecipazione al Nike Hoop Summit di Portland, che ieri sera ha vissuto il momento più atteso, la sfida fra la rappresentativa americana e quella del resto del mondo. I 22 giocatori classe 1996 a oggi più quotati, chiamati a una settimana di allenamenti e lavoro davanti a centinaia di osservatori. Poi, il gran finale al Moda Center, il palazzo della franchigia NBA dei Portland Trailblazers. Mussini è sceso in campo con il suo classico numero 4 e la divisa blu notte personalizzata, con la bandiera tricolore e la scritta “Italy” a ricordare la sua provenienza. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.9882750:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/sport/2014/09/06/news/federico-mussini-il-play-tutto-fosforo-1.9882750]]

Non è partito in quintetto, ma è stato chiamato in causa molto presto, dopo pochi minuti, nell’eccellente avvio della sua squadra, subito volata sul 12 a 0. Il playmaker reggiano ha giocato sino al termine del primo quarto, regalando un assist e piazzando una tripla da quasi 7 metri dal lato destro del campo. Non ha mostrato paura, governando i ritmi e provano anche qualche passaggio coraggioso, coronato da una palla persa. In difesa ha pagato la potenza dei registi avversari, ritrovandosi con due falli in pochi minuti, e assistendo con gli altri “internazionali” al parziale ritorno degli americani sino al 25 a 18 conclusivo.

Nel secondo quarto è ripartito in panchina, per rientrare poi dopo 4' scarsi e uscire a 2' dalla fine. Anche in questo periodo ha fatto vedere a tutti la mira notevole dal perimetro, lavorando bene nella zona scelta dall’allenatore canadese Roy Rana mettendo a segno una seconda bomba, questa dal lato sinistro, e cercando di agevolare i compagni. Fra questi, hanno brillato su tutti il centro australiano Thon Maker, strapotente a rimbalzo grazie ai suoi 216 cm, e soprattutto il fortissimo canadese Jamal Murray, che ha chiuso con 16 punti in un tempo solo, mostrando mano da fuori e capacità di segnare in ogni modo.

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Doti non sufficienti però a fermare la rimonta Usa, concretizzata proprio nelle ultime fasi sino al meno 3, il 47 a 44 con cui si è arrivati alla pausa, grazie ai canestri delle guardie Malik Newman e Luke Kennard, questo fresco di firma con i campioni in carica della NCAA di Duke. Tantissima qualità in campo, quindi, pur inevitabilmente mischiata a ingenuità, ma molti di questi giocatori si rivedranno, fra un paio d’anni, nella NBA. E Mussini, fra loro, non ha sfigurato.

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