Mussini l’americano «Sto vivendo un sogno»
Il play reggiano in campo alle 21 nella gara che conclude il Nike Hoop Summit «Posso misurarmi con i migliori 19enni al mondo e capire dove posso arrivare»
REGGIO EMILIA. «E’ la migliore esperienza della mia vita, un sogno». E’ un conto alla rovescia pieno di sorrisi e di apprezzamenti internazionali, quello di Federico Mussini. Oggi, alle 21 ore italiane, al Moda Center di Portland, sarà uno dei protagonisti della partita che concluderà il Nike Hoop Summit 2015, il raduno dei migliori 19enni del basket mondiale. L’esterno biancorosso scenderà in campo assieme ai compagni della rappresentativa internazionale che sfiderà la delegazione americana. La gara sarà trasmessa da Espn 2 e visibile anche in streaming, attraverso diversi portali accessibili anche dall’Italia.
Sono giorni speciali per Mussini, e non lo nasconde: «E’ la migliore esperienza della mia vita, un sogno, posso misurarmi con i migliori giocatori del mondo della mia età e capire cosa posso fare a questo livello», ha spiegato. L’adattamento procede veloce: «Sto anche migliorando. Il gioco europeo è molto diverso, qui c’è più velocità, atletismo, in Europa c’è più pazienza, più gioco collettivo. Io devo imparare a giocare in entrambi i modi, per me non è un problema adattarmi».
E mostrare di non patire la stazza ridotta: «Sono il più piccolo, devo essere intelligente, abile, sfruttare il mio fisico a mio vantaggio. Comunque devo crescere da questo punto di vista, con più forza fisica potrò fare meglio».
A Portland, il play lavora per il presente e per il futuro: «questa esperienza mi è molto utile anche per capire le differenze fra il basket europeo e quello americano, e per fare meglio le mie valutazioni sul futuro». Al centro, la decisione per il prossimo anno, la biforcazione fra il college o rimanere a Reggio: «Non so ancora cosa farò, so solo che voglio decidere il prima possibile. Ho parlato tanto con Della Valle del college, mi ha detto che è una grande esperienza, che se ne esce migliorati. Voglio crescere, il mio grande sogno rimane la Nba, spero di poterci arrivare, un giorno». Di sicuro l’interesse non manca. A Portland si sono radunati decine di osservatori e dirigenti di università, franchigie Nba e squadre europee. Gli occhi più interessati a Mussini erano quelli degli inviati di diversi college di prima fascia Ncaa, come Gonzaga, St John’s e Davidson, la scuola da cui è uscito Steph Curry, idolo assoluto del play reggiano.
Per ora, il 19enne ha incassato parecchi attestati di stima da addetti ai lavori esperti di giovani. Fra questi Jonathan Givony di DraftEspress, sito che si occupa solo di prospetti, e delle loro possibilità in chiave professionistica. Givony ha parlato di «Mussini show once again», «Ancora uno spettacolo tutto di Mussini», che ha brillato in allenamento per le capacità in palleggio, nell’uso dei piedi, nella capacità non comune di chiudere anche in area con tiri a parabola arcuata per evitare gli stoppatori, oltre che nella specialità della casa, il tiro da fuori. E i dubbi sul fisico? Secondo Givony, Mussini ha fatto bene anche contro George Luca, esterno brasiliano dalle doti atletiche superiore e dalle braccia lunghissime.
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