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Reggio riabbraccia Manghi «Il progetto è ambizioso»

di Ginevra Del Bene Errico
Reggio riabbraccia Manghi «Il progetto è ambizioso»

Rugby, il dg: «Possiamo arrivare ad essere una delle 5 migliori squadre italiane» La prima missione è un patto con la franchigia Emirates Lions di Johannesburg

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REGGIO EMILIA. Mentre per i Diavoli si riaprono le porte per la corsa alle finali verso l'Eccellenza, il club rossonero pensa al futuro societario, nominando il nuovo direttore generale. Si tratta di Roberto Manghi, 56 anni di Parma, ex Diavolo, direttore sportivo e allenatore del Reggio. L’intento è di riportare il club reggiano definitivamente ai vertici del rugby italiano.

Quella di Manghi è una figura di alta professionalità conosciuta per la sua concretezza nella nostra città e dopo l'esperienza proficua in Federazione torna a Reggio con tantissimi progetti. «Sicuramente tornare a Reggio vuol dire tornare ad avere un piacere per il proprio lavoro - spiega Roberto Manghi -. Ho la possibilità infatti di frequentare una società con valori importanti alla quale sono molto legato, un club con un potenziale che può portarlo davvero in alto».

«Quest'anno la stagione sta per finire – prosegue – aspettiamo gli ultimi risultati con ansia in ottica di una possibile promozione. La base di partenza per costruire la prossima stagione quindi può essere differente. Sicuramente la parola d'ordine è crescere: crescere i nostri giovani, crescere individualmente come atleti, crescere come società. Mi sono impegnato a rimanere con Reggio per i prossimi tre anni per avviare un progetto duraturo e collettivo con lo staff che già dirige il club rossonero. Quando ho lasciato i Diavoli erano la settima squadra in Italia e credo che oggi, con questi dirigenti, con questi partner e con questi atleti possiamo arrivare ad essere una delle 5 migliori squadre italiane. Credo molto in questo progetto e dopo i primi colloqui, anche molti giocatori hanno deciso di continuare a far parte del team rossonero».

Assunto il ruolo, Roberto Manghi è già partito per il Sud Africa dove rimarrà tutto il mese di aprile per svolgere una missione esplorativa, propedeutica alla firma di un patto di amicizia tra Rugby Reggio e la franchigia Emirates Lions di Johannesburg, team che milita nel campionato di Super Rugby.

«Credo sia una bella occasione per il Rugby Reggio - prosegue Roberto Manghi -. Grazie alle relazioni intrattenute dalle amministrazioni locali di Reggio e Johannesburg, abbiamo una grande possibilità di crescita, ispirandoci a loro per la gestione societaria e impostando un interscambio di esperienze non solo sportive. Loro sono un club di altissimo livello che per noi può essere una scuola di crescita, mentre i giovani sudafricani avranno l'opportunità di venire a giocare in Italia e soprattutto fare esperienze di studio e lavoro sul nostro territorio. È una missione importante quella che si prefigge Reggio, possiamo legare sue realtà che possono imparare l'una dall'altra. Il Super Rugby è il campionato più bello che ci sia e noi vogliamo crescere sotto i loro insegnamenti, rafforzando la grande amicizia che lega le nostre città. Lo sport ancora una volta può essere la chiave di volta che unisce diverse esperienze e crea la giusta amalgama per renderle efficaci al meglio».

«L'esperienza federale è stata esaltante per il primo anno e mezzo - conclude il direttore generale reggiano - Ho avuto l'occasione di capire come è l'alto livello di questo sport anche all'estero. Ho conosciuto società importanti, il rugby professionistico, tuttavia l'ultimo anno mi ha un po' deluso. Per crescere bisogna essere uniti e lavorare insieme e l'ambiente alle Zebre non seguiva questa strada. Subito pensavo di fare il direttore sportivo poi mi hanno cambiato mansione, nonostante avessi messo le basi per creare qualcosa di importante, diventando coordinatore dello sviluppo. Non sono soddisfatto di quello che mi hanno fatto fare da quel momento, non ho avuto problemi con la squadra o con gli sponsor, ma non potevo dare la mia impronta al mio lavoro».

Nella prima esperienza di Manghi era anche allenatore dei Diavoli, un ruolo che tornerà a vestire.

«La mia concezione di dirigente a Reggio non può essere separata dalla panchina quindi sì, avrò sicuramente in mano il campo - conclude Roberto Manghi neo direttore generale dei Diavoli-. Ovviamente non sarò solo, ma avrò uno staff importante, lavoreremo in gruppo, ma sicuramente la direzione tecnica della prima squadra e del settore giovanile sarà in mano mia».

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