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Il CT AZZURRO AL CANOSSA

Riccò: «Conte ha apprezzato i bolliti ma niente vino e dolci»

di Martina Riccò
Riccò: «Conte ha apprezzato i bolliti ma niente vino e dolci»

REGGIO EMILIA. Tagliatelle al ragù, bolliti, acqua e caffè. È quello che ha mangiato Antonio Conte, ct della Nazionale, al ristorante Canossa di via Roma. L’allenatore azzurro è entrato nel locale...

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REGGIO EMILIA. Tagliatelle al ragù, bolliti, acqua e caffè. È quello che ha mangiato Antonio Conte, ct della Nazionale, al ristorante Canossa di via Roma. L’allenatore azzurro è entrato nel locale giovedì, all’ora di pranzo, su consiglio di Giovanni Carnevali, dg del Sassuolo. «Mi sembra che avesse appuntamento proprio con Carnevali - racconta Silvio Calò, uno dei titolari del ristorante - ma poi credo che all’ultimo il dg del Sassuolo abbia avuto un imprevisto, e così Conte è venuto da solo».

Mangiare senza compagnia non è mai piacevole, ma quando si tratta di assaggiare piatti prelibati la solitudine si dimentica in fretta. «In realtà il ct azzurro è stato sempre al telefono – commenta Silvio Calò – al punto che anche noi non sapevamo mai quando andargli a servire la portata o a cambiargli i piatti. Era molto concentrato, molto tirato: si vede che ha molti pensieri per la testa».

E vuoi per la pressione di essere alla guida degli azzurri vuoi perché anni e anni da calciatore professionista ti lasciano impresse regole alimentari ferree, Conte non ha bevuto un goccio di vino e non ha nemmeno toccato la carta del menù per scegliere il dolce. «Ha un fisico asciuttissimo - fa eco il titolare del ristorante Canossa - e si vede che non è abituato a mangiare in quantità smodate. E poi era solo di passaggio, sicuramente voleva stare leggero. Non come fanno i tifosi, che quando vengono a mangiare ci svuotano la dispensa: loro tanto non devono giocare». I piatti, comunque, il ct azzurro li ha spazzolati tutti. A dimostrazione che le tagliatelle al ragù e i bolliti del Canossa hanno còlto nel segno. O meglio - per dirlo in gergo calcistico - sono riusciti «a inserirsi a sorpresa nell’area di rigore e concludere a rete con estrema precisione, anche dalla distanza». Che era poi il punto di forza di Conte, il centrocampista con il vizietto del gol. «Avremmo voluto chiedergli qualcosa sulla Nazionale - ammette Silvio Calò - ma a parte che è stato sempre al cellulare, non ci piace invadere la privacy dei nostri clienti. E più sono importanti, più li lasciamo in pace. Ci siamo permessi soltanto di chiedergli qualche foto che terremo come ricordo di questa piacevole sorpresa».

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