«Un successo figlio della difesa così ci prepariamo per i play off»
Il coach Menetti ha nel mirino il secondo posto e vede ulteriori margini di crescita per la squadra «Tutti hanno avuto il loro spazio e tutti hanno dato il loro contributo: una prova di grande intensità»
REGGIO EMILIA. «Una vittoria da play off, figlia della difesa, che ci permette di prepararci per il momento decisivo della stagione».
Ripete il copione della settimana scorsa Max Menetti: il successo con Sassari vale esattamente come quello con Venezia, per la classifica ma soprattutto «come tappa di avvicinamento ai play off». E adesso «oggettivamente siamo messi bene anche per il secondo posto, pensando a tutti i problemi che abbiamo avuto in questa stagione è un risultato straordinario. Anche perché, al di là delle squadre che assembliamo, noi rimaniamo Reggio Emilia. Quattro anni fa eravamo in Legadue, giocavamo a Sant'Antimo, adesso ci giochiamo il secondo posto», rimarca con orgoglio. Un risultato ottenuto «nel modo giusto, tutti i giocatori hanno avuto il loro spazio e tutti hanno dato il loro contributo. Abbiamo fatto una grande gara difensiva, di grande intensità, ancora una volta abbiamo tenuto i nostri rivali sotto ai 70 punti, dopo Venezia siamo riusciti a farlo con Sassari».
Insomma, ci sono tanti motivi per essere contenti, «ma non voglio esagerare con i complimenti per la nostra squadra, i ragazzi stanno lavorando bene, ma possiamo e dobbiamo ancora crescere tanto. Di sicuro rimarcherò ai giocatori che il calo difensivo negli ultimi cinque minuti non è accettabile, pur con la bravura di Logan e pur considerando che nessuno di noi pensava alla differenza canestri, ma solo a portarla a casa».
Già, il confronto diretto: «Non era importante, l'ho già detto dopo Venezia, noi dobbiamo pensare ad arrivare bene ai play off, non alla classifica. E tra l'altro Sassari mi ha dato l'idea di essere una squadra che sta facendo un forte lavoro fisico per prepararsi a maggio, e ovviamente non può essere al massimo della condizione. Ben diverso da noi, che dobbiamo crescere reinserendo progressivamente tutti gli infortunati». Si passa poi ai singoli, con parole di elogio per l'ultimo arrivato Chikoko: «Mi è dispiaciuto che non sia riuscito a segnare il suo primo canestro con noi, però non è smanioso, ci ha dato tanta verticalità. Si è visto bene cosa può fare con quelle braccia lunghissime: quando Lawal saliva in alto, c'era qualcuno che arrivava anche lui lassù».
Mentre Darjus Lavrinovic «è preziosissimo, ha sbagliato qualche tiro in più ma ci dà una garanzia, un appoggio vicino a canestro, e questo conta enormemente, quando siamo in affanno e in partite così fisiche».
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