Scatta il countdown per Mussini a breve la decisione sul suo futuro
Il play reggiano è tornato in città dopo l’esaltante avventura americana al Nike Hoop Summit Negli States ha visitato il campus di St.John’s, uno dei college che lo corteggiano già da tempo
REGGIO EMILIA. Torna a casa carico di soddisfazioni e di sogni per il futuro prossimi, Federico Mussini. Domenica il play reggiano, di ritorno da Portland dove ha preso parte al prestigioso Nike Hoop Summit, ha fatto tappa a New York. Non solo per lo scalo, ma per visitare il campus di St. John’s, ateneo newyorkese dalla solidissima tradizione cestistica. St. John’s è fra le università più interessate a Mussini, e non da oggi, e i suoi emissari hanno colto l’occasione dell’esperienza americana per una chiacchierata. L’altro college che da tempo segue il 19enne, Gonzaga, si era mosso nei giorni precedenti, durante gli allenamenti del Hoop Summit. La sede è a Spokane, nello stato di Washington, relativamente vicino a Portland e all’Oregon, e si è approfittato delle distanze ridotte. L’orologio continua a scorrere e a brevissimo termine Mussini sarà chiamato a scegliere il suo futuro. La sirena americana è sempre, e comprensibilmente, più intrigante, e la settimana al Nike Hoop Summit, a lavorare con i migliori 1996 del basket mondiale davanti agli osservatori Nba, ha aumentato la voglia di provare un’esperienza ricca di fascino.
«Battere gli Stati Uniti è qualcosa di indescrivibile. Così come questa esperienza in generale, sicuramente la migliore che io abbia mai fatto», ha ammesso il giocatore biancorosso. Sfidare i «Migliori al mondo e rappresentare il proprio paese davanti a tantissimi scout Nba non è una cosa da tutti i giorni e che si dimentica facilmente» ha aggiunto orgoglioso.
Sabato sera, nella sfida fra rappresentativa americana e quella mondiale, vinta dagli “stranieri” in volata 103 a 101, Mussini ha fatto buona figura, mostrando tecnica, rapidità e grande maturità, giocando 23 minuti dedicandosi principalmente alla cucitura, spesso al fianco del dominatore della partita, il fenomenale esterno canadese Jamal Murray, che ha chiuso con 30 punti. Il reggiano ne ha segnati 9, con due belle bombe nel primo tempo, confermando la buonissima impressione fatta durante la preparazione. Ha ottenuto spazio e parole di stima su diversi siti specializzati in basket giovanile, come DraftExpress, e dal suo allenatore, il canadese Roy Rana: «E’ chiaramente il più piccolo in campo, ma è veloce, sempre lucido, ha ottimo controllo di palla e se la sa sempre cavare contro atleti molto più potenti», ha commentato il coach.
Adesso la visita a St. John’s, uno dei simboli della palla a strisce nella città del basket per eccellenza. L’interesse risale a parecchi mesi, e il recente cambio di tecnico, con l’arrivo di Chris Mullin, non ha cambiato le cose. Non l’unico: fra i fuoriclasse passati ci sono il grande realizzatore Walter Berry, il play Mark Jackson e Ron Artest, oggi in Italia a Cantù col nome di Metta World Peace. A St. John’s, Mussini potrebbe anche parlare con Amar Alibegovic, il figlio di Teo cresciuto nella Stella Azzurra Roma, da un anno al college.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
