Fontanesi: «Beppe è uno spettacolo»
Massimo Varini: «Alessi è il miglior giocatore granata degli ultimi quindici anni»
REGGIO EMILIA. «Quanto mi ha fatto divertire - dice l'ex presidente Clar Fiorello Fontanesi - e spero che continui a farlo. E' stato certamente il miglior giocatore della mia gestione. E' davvero una persona perbene, serie e legata alla realtà granata. Con lui abbiamo vinto un campionato e disputato due play-off. Gli auguri sono d'obbligo, ma soprattutto gli auguro di continuare ancora a giocare anche perchè all'orizzonte non vedo un altro Beppe Alessi».
Massimo Varini: «Cosa posso dire di Beppe Alessi - si chiede l'ex ds granata - non posso che parlarne bene. E' una brava persona, buona e solare e l'augurio che gli posso fare è solo uno: di rimanere sempre così e di non cambiare mai. Continua ad essere il più bravo di tutti. Sicuramente il più bravo degli ultimi quindici anni ma anche il miglior acquisto della mia carriera». Non manca però anche una critica. «E' sempre stato troppo buono. E questo è un pregio per la persona, ma diventa un difetto per il calciatore».
Matteo Pelatti: «Ho avuto modo di vederlo giocare anche quest'anno e devo dire che è sempre un piacere. Ha fatto un patto con il diavolo perchè non invecchia mai. Se è quello che ho visto io, può tranquillamente continuare fino a 40 anni». Ma dopo i complimenti, Matteo Pelatti presenta il conto all'amico Beppe Alessi. «Una volta dopo un'allenamento è salito in macchina con me e mentre io guidavo lui leggeva il giornale e fumava. Morale: mi ha spento la sigaretta sulla tappezzeria».
«E' stato ed è un patrimonio del calcio - non ha dubbi Andrea Catellani - e deve continuare almeno fino a 40 anni. Solo in serie A ho visto giocatori con le sue qualità, e proprio per questo deve continuare. Giocare con lui è stato un onore, un giocatore che fa la differenza. Secondo me lui ha il terzo occhio dietro alla testa perchè certe giocate non si possono spiegare diversamente».
«Io alla sua età avevo smesso da alcuni anni - dice l'ex tecnico granata Alessandro Pane - e avevo già iniziato ad allenare. Visto che tecnicamente non si discute, gli auguro di continuare ancora a giocare a far divertire i tifosi anche se forse la velocità non sarà più quella di alcuni anni. Se poi smette di fumare e continua ad allenarsi con entusiasmo non ci sono motivi per smettere. Ho avuto la fortuna di allenarlo forse negli anni migliori ed aveva piena consapevolezza di quello che erano i suoi mezzi. La squadra aveva un gioco che ne esaltava ancora di più quelle che erano le sue qualità». Pane però non gli risparmia una tirata d'orecchie. «Mi ricordo un episodio che mi fece un po' arrabbiare. Rientrava dopo un infortunio e dopo l'allenamento si era fermato in campo per qualche che tiro al volo. Ebbene, si fece male al collaterale prima della trasferta di Ferrara. Detto questo, era un giocatore che faceva la differenza".
«Devo iniziare con una critica - esordisce il suo ex compagno Vito Grieco - perchè è un tirchio. E' arrivato alla Reggiana, gli ho allungato la carriera e non mi ha mai pagato neanche una cena». Dopo il bastone, ancora bastone. "Se dura un altro anno mi raggiunge visto che io ho smesso a 39 anni. C'è però da dire una cosa: che io a 38 anni ho disputato un campionato da protagonista disputando 32 partite su 34. Quindi, visto che non ci riuscirà, si prepari a pulirmi le scarpe ma è giusto che continui a giocare perchè non ci sono in giro dei giocatori capaci di leggere la "giocata" con mezz'ora d'anticipo rispetto agli altri come ci riesce lui. Lasciatemelo dire: per me è sempre stato solo una delizia vederlo giocare».
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