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La carica di Giumbini «Il secondo posto è alla nostra portata»

La carica di Giumbini «Il secondo posto è alla nostra portata»

REGGIO EMILIA. «Se si prosegue con una filosofia di gioco difensiva come quella impostata negli ultimi tempi possiamo considerarci tranquilli: il secondo posto sarà nostro». Chi lo dice è Luciano...

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REGGIO EMILIA. «Se si prosegue con una filosofia di gioco difensiva come quella impostata negli ultimi tempi possiamo considerarci tranquilli: il secondo posto sarà nostro».

Chi lo dice è Luciano Giumbini, alias “Ciga”, che malgrado gli impegni professionali nel suo animatissimo locale – l’Hot Chili di via Caggiati, in pieno centro cittadino, meglio conosciuto come “il Messicano” – non ha perso l’abitudine di interessarsi di basket. Giumbini, pesarese di 58 anni, è stato uno dei simboli della Pallacanestro Reggiana negli anni ’80, i primi nel professionismo. Il play arrivò a Reggio nel 1982, per il debutto in A2, e rimase fino al 1988. Fece poi un breve rientro nel 1990, nella Sidis di Reddick e Bryant allenata da Joe Isaac.

«Se sapremo coprirci le spalle – prosegue – come abbiamo fatto ad esempio con Venezia e Sassari, nessuno potrà fermarci. Domenica a Pistoia, anche giocando in trasferta, se resteremo attenti a impedire i loro assalti potremo riuscire a cogliere il bottino e proseguire sulla nostra strada».

La soddisfazione di “Ciga” per il mosaico composto dalla società biancorossa e per il modo in cui sta conducendo la squadra Max Menetti affiora ad ogni passo. «Gi sportivi reggiani – annota – dovrebbero essere riconoscenti a chi ha investito in questo club, che fa onore alla nostra città in tutta Italia. Lo staff tecnico sta poi gradualmente affinando l’organico a un gioco ben definito, anche se diversi atleti hanno provenienze e abitudini di gioco completamente diverse. Basti pensare a Diener. C’è chi si lamenta perché non fa più tutti i centri che lo hanno reso famoso sull’isola, ma dimentica che sta inserendosi in una manovra per lui del tutto nuova e riesce comunque a essere utile e produttivo. Non sono cose facili da apprendere considerando la sua limitata esperienza in questo nuovo gioco».

«A mio parere, se resterà a Reggio – completa Giumbini – Diener finirà per darci soddisfazioni simili a quelle che riesce a regalarci il più “vecchio” ma inossidabile Kaukenas, che si è più facilmente adattato, viste le esperienze fatte, alle esigenze del gruppo».

Per finire con Lavrinovic. «Gioca da poco più di un mese ed è già riuscito a farsi valere, dimostrandosi un vero campione. E’ forte tecnicamente ed è diventato un punto di riferimento importante per la manovra del nostro attacco. Siamo di fronte a un puzzle che ha faticato a trovare una sua precisa identità ma che ora ha preso forma e può sfoggiare una forza incontenibile».

Giumbini conclude parlando di Menetti. Anche in questo caso la sua valutazione è piena di elogi: «Sta facendo i salti mortali. Può aver commesso qualche errore, ma gli va riconosciuto il merito di essere riuscito a plasmare tante diversità in un corpo solo. Oggi la Grissin Bon è una garanzia e il secondo posto, puntando sulla forza della difesa, è proprio alla nostra portata». (l.v.)

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