La Reggiana perde e si complica la vita
Paga una disattenzione difensiva e non riesce a rimontare
SAVONA. Che vincere sarebbe stato un gioco da ragazzi nessuno l’ha mai pensato, anzi Colombo aveva predicato prudenza e attenzione: prendere sotto gamba l’impegno con il Savona non avrebbe fatto altre che complicare inevitabilmente i piani in chiave play off.
Purtroppo, però, le parole del tecnico non sono bastate, nonostante la classifica recitasse numeri che avrebbero lasciato pensare a tutt’altro genere di gara.
Il problema della Reggiana è stato senza dubbio di carattere mentale: in campo si è vista una squadra bella solo a tratti, incapace di dare seguito a un avvio di gara soddisfacente nel quale i granata avevano provato a spingere sull’acceleratore. Poi però i ventisei punti che dividevano le squadre in classifica non si sono più visti: il Savona pian piano è riuscito a uscire dal guscio difensivo nel quale si era rintanato, tenendo testa al tridente di Colombo che non ha inciso nemmeno quando i cambi l’hanno stravolto e appesantito.
Ha vinto il Savona, dunque, ed è una bruttissima battuta d’arresto per la Reggiana che, così, ha interrotto bruscamente la lunghissima serie di risultati utili che durava da nove partite.
Il terzo posto in classifica resta saldamente nelle mani dei ragazzi di Colombo (+4), ma lo strepitoso periodo di forma della Spal rischia seriamente di complicare i loro piani, soprattutto se non si cambia l’atteggiamento lontano dalle mura amiche.
Il ko è arrivato dopo tre pareggi consecutivi in trasferta, e il dato deve far riflettere Colombo, per trovare rimedi. In casa la Reggiana è una macchina che funziona alla perfezione. A guardare i numeri in trasferta, però, sorridere risulta abbastanza complicato.
Eppure l’impressione avuta in campo a Savona era quella di poter iniziare a invertire questa brutta tendenza, merito di un Siega apparso nettamente sopra le righe in avvio di gara, quando il gioco era in mano esclusivamente ai ragazzi di Colombo.
La Reggiana ha provato a fare la partita schiacciando il Savona nella propria metà campo, ma concludere a rete e impensierire Rossini è apparso compito troppo arduo per l’attacco granata. E così ci ha provato Parola, bravissimo sia a trovare i tempi giusti dell’inserimento, sia ad anticipare tutta la difesa del Savona, ma sfortunato nell’incrociare sulla via del gol un legno di troppo a salvare Rossini.
Poteva essere l’occasione per continuare a dare voglia e spirito di rivalsa alla Reggiana, che però ha iniziato a scomparire pian piano dal campo. Il Savona ha iniziato a concedere sempre meno, Galimberti ha sparato alto vanificando una buona opportunità e Siega, prima di finire nell’anonimato più assoluto, ci ha provato invano dalla distanza.
Il gol-condanna per i granata è arrivato da un calcio piazzato, arma in più del Savona di Guelfi che in Marconi ha trovato l’uomo decisivo per passare in vantaggio e costringere Colombo a irrobustire il suo tridente con l’innesto di Petkovic.
Le urla del tecnico che rimproverava i suoi ragazzi per la poca cattiveria sembravano avere avuto effetto subito dopo lo svantaggio, ma Giannone ha rovinato ancor di più la sua brutta prestazione mandando clamorosamente a lato una palla che andava solo spinta in rete (12’).
A colmare la pochezza del reparto avanzato della Reggiana, allora, ci ha provato Spanò che dall’altezza del dischetto è stato però costretto ad arrendersi a un miracoloso intervento di Rossini.
E con lui si è dovuta arrendere tutta la Reggiana che, a testa bassa, ha provato invano a ribaltare una situazione che non le stava bene. Il Savona, con orgoglio e tanto ordine, ha rovinato i piani granata, ancora troppo deboli in trasferta per poter pensare in grande nei play off.
Spal permettendo…
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