«Colpa degli arbitri se la Bagnolese non arriva seconda»
Calcio Eccellenza, il patron Isacco Manfredini a muso duro «C’è una casta arrogante, abbiamo subito 98 ammonizioni»
BAGNOLO. La Bagnolese vuole essere ancora protagonista. Da autentica rivelazione della stagione, dato che non era stata allestita per un torneo di vertice, ora i rossoblù hanno ancora due gare a disposizione per provare ad agganciare il secondo posto che vale gli spareggi. In centottanta minuti bisogna scavalcare la SanMichelese, perché ancora non è chiaro se in caso di arrivo a pari punti ci sarà un ulteriore spareggio oppure verranno considerati gli scontri diretti (che sono a vantaggio dei modenesi). «Per noi è molto complicato arrivare al secondo posto – afferma il patron Isacco Manfredini – dato che sono troppe le coincidenze necessarie. Per prima cosa dobbiamo continuare a vincere, e non sarà facile. Ma non basta, non dipende solo da noi, ma la SanMichelese deve perdere punti. Sarà fondamentale capire come reagiranno alla sconfitta con il Lentigione, dato che risultato ed espulsioni potrebbero lasciare qualche strascico».
E se fosse secondo posto?
«Ci giocheremmo gli spareggi al massimo delle nostre capacità, pur consapevoli che non siamo ancora strutturati per ritornare in serie D».
Comunque vada sarà una stagione da ricordare?
«Mister Siligardi ha fatto i miracoli, i ragazzi in campo pure. Abbiamo investito molto meno di altre società, ora inseguiamo un ultimo sogno stagionale. Ma io sono già contento così, di più non potremmo veramente chiedere. E non ho dubbi nell'affermare che siamo la squadra che ha giocato il più bel calcio del girone».
Cosa è mancato per giocarsela per il vertice?
«Le ho ricontate anche l'altra sera, abbiamo beccato qualcosa come 98 ammonizioni. Un dato assurdo, ma che è indiscutibile. Qui non si parla di rigori dati oppure non dati, ma così tanti cartellini sono allucinanti. Anche perché noi giochiamo sempre, siamo la seconda squadra più giovane del campionato, con l'allenatore più giovane ed il secondo attacco dopo quello del Lentigione».
Nel suo mirino finiscono quindi gli arbitri?
«Se non arriveremo secondi sarà per colpa loro, avanti di questo passo viene voglia di smettere. Ho fatto più di un appello a Zuccolini, ma c'è una casta arbitrale che utilizza spesso l'arroganza e pretende pure di insegnare a noi dirigenti come si sta al mondo. In un campionato così equilibrato è un punto in più oppure in meno a decidere, ma non è vero che i torti arbitrali si compensano. A noi è stato solamente tolto, se ripenso ai gol annullati con Fidentina, Crociati Noceto e Fiorano. Per non parlare poi della serata di San Felice, dove comunque abbiamo vinto. Nel finale hanno espulso Macca e Siligardi, oltre a darci contro un rigore che non c'era, mentre a Lentigione ci sono state scene da far-west ma nessuno ha preso provvedimenti. Ci sono arbitri che vedono troppo ed altri niente, ma con noi calcano la mano per fare cassa con le multe».
Due pesi e due misure?
«I casi con la Folgore Rubiera sono emblematici. Contro di loro Rolo e SanMichelese sono state agevolate, mentre noi massacrati in una partita che stavamo dominando».
Alla squadra nessun rimprovero?
«Abbiamo fatto un grande campionato, ma con una rosa ristretta abbiamo pagato a caro prezzo le assenze. Ci sono costate care le sconfitte con il Bibbiano, dove siamo stati presuntuosi, e con la SanMichelese, dato che in entrambe le gare eravamo con un uomo in più. Questo campionato avremmo anche potuto vincerlo e sarebbe bastato veramente poco».
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