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Grissin Bon contro i muscoli di Cantù

Brianzoli in forte crescita dopo l’arrivo di Metta World Peace. Ma la vittoria è indispensabile per inseguire il secondo posto

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REGGIO EMILIA. Si gioca sulla solidità difensiva, il secondo posto della serie A. Numeri alla mano, la vetta della serie A non è dominata solo dai migliori attacchi, quanto dalle formazioni che più di tutte riescono a mettere un tappo sul canestro avversario. Le due formazioni in lotta per la seconda piazza, Reggio Emilia e Venezia, ne sono la conferma.

L'unica eccezione è la capolista Milano, che vanta il miglior attacco con 85.3 punti di media e la miglior difesa con 72.6, a pari merito con Roma. L'Olimpia però è anche la strafavorita per lo scudetto, una formazione che per risorse economiche e giocatori disponibili ha poco da spartire con il resto d'Italia.

Se si torna sul pianeta Terra, ci sono Venezia a 40 punti e la Grissin Bon a 38. Due attacchi di buon livello, ma non fra i più brillanti. I lagunari sono sesti assoluti con 79.2 segnati, i biancorossi settimi con 77.7. Cifre discrete, ma neppure strabilianti, guardando le doti offensive dei giocatori presenti.

Se si "girano" le statistiche, le cose vanno decisamente meglio. Venezia è la terza difesa con 73.4 concessi, Reggio la quinta con 74.3, un numero oltretutto "guastato" dai 92 punti subiti a Pistoia e - su base stagionale - dai 118 rimediati il 1° marzo a Milano nel famoso meno 50. Con queste eccezioni – che verrebbe da definire fisiologiche nel corso di una lunga annata – i biancorossi si confermano una scatola molto difficile da forzare, e lo stesso vale per i veneziani allenati da Charlie Recalcati. Una conferma fra l'altro della buona mentalità ottenuta, pur fra alti e bassi, perché due formazioni ricche di veterani talentuosi riescono comunque a garantire la tenuta mentale e fisica necessaria per fare bene quando si difende.

La quarta forza, Sassari, smentisce tutti gli assunti, con il secondo attacco e la 14ª difesa del campionato di serie A, ma i sardi sono davvero un caso a parte. In questi anni di gestione Sacchetti, lo stile spumeggiante e veloce è diventato il marchio identitario sassarese. Le scelte dei giocatori arrivano di conseguenza, e con tanti atleti e tanti tiratori è "inevitabile" che le cifre si gonfino.

Questa stagione ha però mostrato i limiti del sistema sardo, che in difesa ha spesso barcollato e il distacco dalle dirette rivali Reggio e Venezia è lì a ricordarlo.

Una squadra che ama correre, sfruttando le proprie doti atletiche, è anche la prossima sfidante biancorossa, Cantù. I brianzoli viaggiano a quasi 80 punti (79.8) segnati, quinti assoluti, ma ne concedono 78.7, undicesimi totali. L'arrivo di Metta World Peace e il ritrovato equilibrio di squadra hanno comunque cambiato le carte in tavole. Oggi i canturini sono molto più tosti in difesa, appoggiandosi all'enorme fisicità sia dei lunghi che degli esterni, confermandosi invece efficaci davanti. Da metà marzo in poi i numeri sono drasticamente migliorati, con solo 74 punti concessi di media; un dato che, spalmato sull'intera annata, manderebbe i lombardi ai primissimi posti di specialità, e che mostra quanto la squadra di Sacripanti sia riuscita davvero a girare qualche vite, passando dalle sabbie mobili della corsa salvezza al concreto sogno di arrivare ai play off. (a.a.)

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