L’ex D’Adderio «La Reggiana è da play off»
Calcio Lega Pro, l’allenatore del San Marino «A noi servono punti per centrare i play out»
REGGIO EMILIA. L’ex granata Salvo Fulvio D’Adderio, ora tecnico del San Marino che domenica affronterà la Reggiana, dopo 25 anni ricorda come fosse ieri le due annate di Marchioro, ma soprattutto la città a cui è ancora legato da rapporti di amicizia. «Non parlo solo di ricordi legati al calcio – confessa – perché mia moglie ed io siamo stati accolti benissimo da persone educate e serie. Tuttora ho un legame di duratura amicizia con una persona di Reggio».
Vogliamo parlare dei ricordi del calcio?
«L’anno di serie C ce la giocammo fino all’ultimo con Prato e Triestina. Non eravamo partiti benissimo ma poi iniziò una grande cavalcata fino al derby col Modena. Ricordo che, il giovedì, Marchioro venne negli spogliatoi e disse: “Abbiamo fatto 30 facciamo 31”. All’ultima gara, proprio col Prato, avevamo due risultati su tre dalla nostra ma non impostammo la gara per il pareggio, anzi. Dopo il gol annullato a Silenzi segnai io uno storico gol. L’anno dopo fu il mio unico campionato in Serie B: se avessi trovato Marchioro dieci anni prima avrei giocato dieci anni in B».
Dopo quell’anno ha più incrociato i granata?
«Da allenatore sono venuto a Reggio con lo Spezia, poi l’ho incontrata a Sassari, con la Torres, dove vennero 300 reggiani con uno striscione che recitava “Reggio non dimentica Grazie Fulvio”. Un ricordo indelebile».
L’artefice dell’ultima promozione in B della Reggiana ora le vuole mettere i bastoni fra le ruote?
«Adesso ho un’altra maglietta e la devo difendere. Non dimentico la Reggiana ma il mio impegno è per il San Marino».
I granata le sembrano in un momento di difficoltà?
«Li ho visti allo stadio solo con l’Ancona nel 2-1 dell’andata, ma la classifica parla da sola: hanno perso solo una gara in casa e ne hanno vinte undici. Non mi sembrano in difficoltà».
Avranno però assenze pesanti.
«Noi abbiamo sempre tanti giocatori fuori, ma la differenza in campo non si vede. Loro hanno un organico consolidato e non ne risentiranno: mi basta pensare a De Giosa, che conosco bene, se gioca lui penso addirittura che si rinforzino».
Crede nei play out?
«Non avrei accettato l’incarico se così non fosse».
Che partita si aspetta, domenica?
«A volte capita la partita della vita e spero che stavolta tocchi a noi. Errori non ne possiamo commettere perché abbiamo una spada di Damocle puntata sulla testa».
Cosa la preoccupa di più?
«La squadra, al mio arrivo, era impaurita dalla classifica allora ho detto ai ragazzi che sbagliare va bene, basta farlo tentando di migliorarsi. Per noi salvarci è complicato ma non impossibile».
Sa che a Reggio vogliono vendicare il 5-4 dell’andata?
«Purtroppo hanno tutti i mezzi per farlo. Speriamo di ritrovare uno scenario con freddo, campo devastato e gol a raffica come successe da noi».
Ha preparato qualcosa di speciale per arginare Ruopolo e compagni?
«Ho preparato la mia squadra per risolvere alcune piccole cose, ma la Reggiana cambia sempre modulo quindi ci dovremo adattare a loro».
Se dovesse dare le percentuali play off alla Reggiana e play out al San Marino?
«Reggiana 100%. A noi per ora il 10% perché l’altro 90% ce lo dovremo conquistare sul campo».
Tutti i giochi aperti, quindi?
«Il calcio mi ha insegnato che devi sempre pensare a quello che stai facendo, partita per partita, senza fare calcoli. E credo che nemmeno la Reggiana giochi facendo calcoli per il futuro».
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