Gazzetta di Reggio

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«I nostri segreti sono la passione e il duro lavoro»

di Aldo Spadoni
«I nostri segreti sono la passione e il duro lavoro»

Motociclismo, il team manager Manuel Puccetti «Dopo vent’anni di gavetta ora siamo ai vertici»

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CADELBOSCO SOPRA. Grazie ai due successi nel mondiale Supersport ad Aragon ed Assen, oltre alle tre vittorie nell’Europeo Stock 600, la scuderia reggiana del Team Puccetti Racing è salita ai vertici motociclistici mondiali dopo tanta gavetta. Il merito è in gran parte dell’estro e dell’abilità organizzativa del team manager, Manuel Puccetti.

Dalla sede logistica di Cadelbosco Sopra, infatti, partono molti dei segreti vincenti del team, un gruppo di tecnici, telemetristi e meccanici affiatati capaci di preparare le moto nel migliore dei modi senza lasciare nulla al caso. La soddisfazione aumenta, poi, dal momento che il team, per il terzo anno consecutivo, ha rinnovato la partnership tecnica con la Federazione Motociclistica Italiana, confermandosi nella serie riservata ai giovani talenti del motociclismo internazionale under-24. Per raggiungere questo traguardo, il team potrà contare su Stefano Cruciani, in qualità di nuovo direttore sportivo, che metterà la propria esperienza al servizio di Andrea Tucci e Michael Ruben Rinaldi.

Quale il segreto di queste splendide affermazioni a livello mondiale ?

«Non vi sono segreti – risponde Puccetti – ma solamente un duro lavoro invernale sia da parte mia come team manager, sia di tutto lo staff a partire da meccanici, ingegneri, motoristi, cuochi, telemetristi e piloti sempre pronti a dare il massimo in ogni occasione».

Nessun segreto, quindi?

«Ora che ci penso un segreto c’è: la passione, l’attaccamento al team e la massima disponibilità da parte di tutti di migliorare sempre».

Per un team partito dal nulla, essere arrivati sul tetto del mondo rappresenta il coronamento di un sogno, ma allo stesso tempo l’impegno di migliorarsi ogni giorno...

«Dopo venti anni di pura gavetta trovarsi ai vertici ti stimola e allo stesso tempo ti gratifica perché significa aver lavorato bene, aver dato tutto sempre con serietà, umiltà e correttezza. Per un team come il nostro, nato in una piccola officina di casa per pura passione familiare, avere la popolarità di un grande reparto corse è, sì, cosa gradita ma ci sono aspetti ancora più importanti. Soffrire tutti insieme quando i risultati non vengono e gioire tutti insieme quando si trionfa, sono sensazioni che non hanno prezzo».

Che dire di questo inizio di stagione trionfale e dei suoi piloti?

«Un inizio senza dubbio spettacolare: cinque vittorie tra mondiale ed europeo sono un risultato straordinario. I due piloti turchi non hanno sbagliato nulla mentre dagli italiani ci aspettiamo decisamente di più».

Parla di Faccani?

«Di Kenan Sofuoglu già tre volte campione mondiale non c’è nulla da dire se non la sua classe sopraffina, mentre Faccani deve ancora migliorare. Il talento è sicuramente il neo diciottenne Toprak Razgatioglu che ha corso tre gare e ottenuto tre vittorie all’Europeo grazie a caparbietà e determinazione. Le vere armi vincenti in questa disciplina sportiva».

Quali le migliorie che il team dovrà apportare in stagione per mantenere la leadership nei due campionati ?

«La prima grande novità è che nella quinta prova del mondiale in programma a Imola il 9 e 10 maggio, Kenan Sofuoglu avrà a disposizione un motore nuovo, arrivato dal Giappone, un’evoluzione curata direttamente per noi dalla casa madre».

Quali gli appuntamenti futuri della Pucceti Racing?

«In ordine cronologico Cruciani domenica sarà al via a Misano Adriatico nella prima prova del campionato italiano di velocità per confermarsi ai vertici della categoria, quindi ci sarà Imola dove ci presenteremo al completo in tutte le categorie».

E gli obiettivi?

«L’obiettivo primario è restare con i piedi per terra: determinazione e concentrazione sono armi fondamentali per raggiungere la vittoria. In una gara motociclistica può succedere di tutto, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo, ma noi pensiamo gara per gara poi si vedrà».

Quali i circuiti dove vi sentite favoriti ?

«Imola è il circuito di casa, abbiamo tutti i dati telemetrici e qui veramente dovremmo fare la differenza. Rischieremo sul circuito britannico di Donnington Park, dove andiamo poco a provare e di cui non abbiamo dati rilevanti. Senza consdierare le condizioni climatiche, che lì cambiano continuamente».

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