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Un film racconterà la vita del centrale Max Di Franco

Un film racconterà la vita del centrale Max Di Franco

Volley: dall’infanzia in Sicilia, all’arrivo alla Sisley grazie alla lettera scritta a Giani La storia del pallavolista della Conad Reggio Emilia sbarcherà a Hollywood

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REGGIO EMILIA. Da Reggio a Hollywood per coronare un sogno.

È questo il prossimo viaggio di Max Di Franco, il centrale siciliano che ha trascinato la Conad Reggio Emilia nel difficile campionato di A2. “Race for life” uscirà sul grande schermo con una produzione Italia/Usa di altissimo livello.

E il titolo del film non è certo casuale: il centrale, soprattutto nel momento di maggior difficoltà incontrato dalla squadra, ha più volte sostenuto che quello che serve per vincere è lavorare, e quello che serve per vivere è gareggiare. Lo sport, da sempre, è per antonomasia una palestra di vita. Non importa la categoria dove si compete, il luogo dove ci si allena o di quale colore è la divisa della squadra. Alla fine, oltre a quell’indescrivibile brivido che corre sulla pelle dopo un gol o un canestro allo scadere, ciò che conta è quello che si impara. E lo sport, quello vero, quello nato nei campetti di provincia, sognato da tutti i bambini e che sa far innamorare intere generazioni, non è altro che uno dei più fantastici doni che siano mai stati fatti agli uomini.

Lo sa bene Max Di Franco, che da bambino era pasrtito dalla Sicilia con una lettera piena di sogni, ed è divenuto uno dei più grandi giocatori italiani. La sua storia – che sarà appunto trasformata in film – dimostra che lo sport non solo insegna il rispetto, il valore del sacrificio e l’umiltà, ma è anche una delle prime finestre su se stessi, uno specchio introspettivo che concorre alla maturazione della persona. Lo sport ispira e costruisce ponti, anche tra diverse culture, mondi e tempi, fa viaggiare, talvolta anche ad occhi aperti. E forse è proprio questa la sua vera magia: lo sport ci fa sognare. A patto, però, che fino all’ultima goccia di sudore, fino al fischio finale, fino all’ultimo respiro non si molli mai. È questo ciò che Max Di Franco ha capito e, in parte, già raccontato con il libro “Il bambino che sogna”. Il film approfondirà la storia del pallavolista che, sospinto dai suoi sogni e da un cuore immenso, ha superato ogni ingiustizia e avversità che la vita gli ha posto dinanzi, per divenire uno dei più grandi campioni italiani di sport e di vita.

Questo incredibile viaggio ha inizio nella cittadina siciliana di Sommatino, dove il giovane Max, oltre a vivere in miseria con la sua famiglia, subisce le battute e gli scherzi dei compagni a causa della sua altezza. Per aiutare i genitori,Max fa i salti mortali tra studio, pallavolo e un lavoro in un cantiere edile. Fino al fatidico giorno in cui, dopo aver visto uno spot pubblicitario della Maxicono di Andrea Giani in tv, Max scrive una lettera: «Sono un ragazzo di 15 anni di due metri e sarei interessato ad un provino». La risposta arriva dalla Sisley Treviso – all’epoca la squadra più forte d’Italia – e Max parte per il nord. In pochi anni, grazie a tanta determinazione e forza di volontà, diventerà un campione affermato, tra scudetti e coppe. Poi, però, ci sarà la caduta – fisica e mentale – da cui il centrale si rialzerà con gli stessi occhi sognanti.

Le riprese del film verranno girate tra la California e l’Italia (soprattutto a Sommatino e a Treviso ma anche in altri luoghi dove Max ha vissuto), utilizzando il Mobile Solar Power System. Tra gli attori in lizza per le parti vi sono Michael Neeson, Franco Nero e James Franco, per non menzionare una delle più grandi stelle del cinema mondiale, Sylvester Stallone.

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