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La Grissin Bon si mangia Cantù

di Linda Pigozzi
La Grissin Bon si mangia Cantù

Tredicesimo successo nel fortino di via Guasco per i biancorossi che blindano il podio

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REGGIO EMILIA. I lituani, ancora loro. Sono gli immortali Lavrinovic e Kaukenas a spingere Reggio al successo su Cantù del fischiatissimo Metta World Peace. A dirla tutta, contro gli amici del Panda l’intero gruppo biancorosso ha girato decisamente meglio di quanto fatto a Pistoia, reagendo anche alla grande al momentaccio in cui si era scivolati sotto. Resta terza, quindi, la Grissin Bon visto che Venezia non ha perso colpi andando a vincere l’anticipo a Cremona.

Sassari, invece, sempre più in crisi riesce a perdere anche nella tana di una disperata Caserta (proprio lì dove Reggio andrà domenica) e scivola addirittura in quinta posizione alle spalle di Trento che ha gli scontri diretti a proprio favore. La caduta dei sardi regala alla Grissin Bon la certezza di chiudere la stagione almeno al terzo posto (dalla parte opposta del tabellone rispetto a Milano) con la speranza ancora viva di salire ancora di un posto.

Letale in contropiede, Reggio non perde quindi il passo, scoprendo pure un Chikoko sempre più in palla. La sorpresa arriva proprio alla palla a due, quando Menetti decide di puntare sul nigeriano inserendolo in quintetto con Cinciarini, Diener, Kaukenas e Polonara. Di là, il fischiatissimo ex Nba Metta - uno che o si ama o si odia - trova posto sulla panchina biancoblù. Si parte con le difese che fanno il loro dovere. Cantù ci crede. E’ costretta a crederci da una classifica che ancora non le dà la certezza della qualificazione alla post season e in via Guasco le vuol tentare proprio tutte. Reggio però gira bene e raggiunge il +5 (10-5) al 3’. Si stoppa invece lì la fuga reggiana. Al 6’ entra Metta-Artest che trova subito modo di sgomitare con Polonara. Gli applausi sono però per Mussini che entra e infila la tripla del 13-7, prima di soccombere nel confronto con il fisicato Johnson-Odom. Di nuovo Cantù si rifà sotto, mentre Menetti decide di regalare a Silins l’emozione di tenere a bada Metta. Che però scappa agli artigli di Oj all’ultimo minuto e infila la tripla del primo vantaggio canturino (15-16). Della Valle dai 6.75 consente poi ai suoi di chiudere il sul 18-16.

La battaglia continua. E Reggio soffre. L’ispiratissimo Johnson-Odom, su cui Reggio non trova barriere efficaci, mette insieme un 6 a 0. Artest fa poi volare Cantù sul 22 a 28. Reggio è in tilt, stordita dalla fisicità e dalla difesa tosta canturina. L’attacco non funziona, tanto che la Grissin Bon precipita sul -10 (23-33 alla metà del quarto) prima che dalla panchina si trovi il modo di rendere letale Lavrinovic dall’arco (due triple pesantissime, le sue). A poco a poco, i reggiani riprendono fiducia per il -6 (32-38). Di nuovo “Big Darjus”, di nuovo dall’arco, regala altri punti d'oro alla Grissin Bon che tocca il -3 (37-40) e quindi con Polonara il -1 all’intervallo.

E’ sorpasso a inizio ripresa con la tripla di Cincia. Con i successivi 9 punti di un indiavolato Kaukenas, incontenibile in contropiede, Reggio schizza al +7 (48-41). La Grissib Bon affonda poi le unghie sugli storditi avversari, capaci solo di troppe forzature, per il +9 al 3’. Cantù si scuote un attimo e trova 4 punti. Reggio trova invece la forza di non scomporsi davanti alla reazione canturina: la carica arriva da Kaukenas e, sotto, da un concreto Chikoko. Nonostante un paio d’errori di troppo, Reggio arriva agli ultimi 120” del quarto sul 57-50. La via del canestro, però, continua a essere irta di ostacoli. E Cantù, che riprende a muover bene la palla, qualcosa rosicchia prima che Diener s'inventi dalla lunga distanza due canestri dei suoi per il 62 a 57 con cui si entra nel quarto decisivo. D’assalto, la Grissin Bon dimostra che vuole i due punti e si regala un 7 a 0 che la lancia al 71 a 59. Costretta ad abbassare lo sguardo, Cantù va in confusione. Metta dimostra di essere ancora Artest fino al midollo reagendo maluccio al fischio arbitrale che gli sanzionava un fallo su Kaukenas. Sbotta, World Peace, e si vede rifilare un tecnico condito dalla pioggia di fischi del pubblico di via Guasco. Il lituano di ghiaccio realizza il libero e poi si toglie lo sfizio di mettere sotto gli o occhi truci dell’amico del Panda pure un canestro. E' già vinta lì, al 6' abbondante, la sfida del Bigi. Seguiranno minuti di ostinate sgomitate canturine (e pure due belle triple di Metta, va detto). “Il Panda è estinto, chiamate il WWF” scrivono argutamente sui social dalla curva mentre il cronometro ancora corre. E con loro a ghignare è tutto il Bigi.

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