Mr. Bee di nuovo in Italia a trattare per il Milan
Forse oggi l’incontro con Berlusconi per la cessione del 60% della società La squadra in ritiro «anche sino a fine campionato» dopo la lite con Inzaghi
MILANO. Bee Taechaubol è tornato in Italia, convinto di avere soci e capitali adeguati per la scalata al Milan. Silvio Berlusconi potrebbe incontrarlo oggi o nei prossimi giorni, per discutere il valore economico del club. Quello tecnico è forse ai minimi storici, rispecchiato dalla classifica più triste degli ultimi 17 anni, e aggravato dal caos nello spogliatoio, certificato dal duro confronto fra Filippo Inzaghi e la squadra, nonché dal ritiro punitivo a oltranza. Mentre il terzo esonero in poco più di un anno è stato posticipato solo di qualche settimana. Prima va definito il futuro assetto societario. Taechaubol è atterrato a Milano ieri pomeriggio, è convinto di poter chiudere in tempi non troppo lunghi la trattativa pe ril 60% avviata a gennaio con l'ex premier e superare la concorrenza del gruppo cinese guidato da Richard Lee. Alla luce dell'esame dei conti del Milan, l'offerta definitiva della cordata del thailandese - noto anche come Mr. Bee (composta anche dal portoghese Nelio Lucas, proprietario del fondo Doyen Sports, e da capitali di Pechino) - potrebbe essere inferiore rispetto alle valutazioni iniziali. Berlusconi temporeggia, non è escluso un incontro oggi ad Arcore, ma l'agenda del leader di Forza Italia è fitta di impegni politici. A Milanello la squadra è allo sbando, sottoposta per scelta di Inzaghi condivisa dalla società, al ritiro a oltranza, anche fino al termine del campionato se non cambierà l'atteggiamento. «La durata è indeterminata - ha precisato il club, dopo l'allenamento del mattino -. La squadra può rimanere a Milanello fino a mercoledì, oppure fino al 3, al 10, al 17, al 24 o al 31 maggio, a seconda delle decisioni dell'allenatore, che verranno prese in base alla qualità delle prestazioni». Come deciso subito dopo la partita persa a Udine, il ritiro doveva durare fino alla sfida di mercoledì sera contro il Genoa. Poi, c'è stato il duro confronto fra allenatore e giocatori sul pullman verso l'aeroporto. «Non siete degni del Milan», il senso del discorso di Inzaghi. Anche se arrivano smentite sulla reazione al veleno di un calciatore, nello spogliatoio è ormai diffusa l'idea che a giugno la squadra sarà affidata a un altro. Un furente Berlusconi è stato tentato dalla svolta a caldo, ma ha convenuto con Galliani che non avrebbe avuto un gran senso a sei giornate dal termine, con la qualificazione alla prossima Europa League ormai proibitiva, e che i calciatori sono i principali responsabili della figuraccia rimediata al Friuli. Da Montella a Klopp, da Donadoni a Conte, passando per Sarri, è lunga la lista di nomi per il post-Inzaghi. Ma ogni decisione è in standby, nell'attesa di capire se il Milan cambierà davvero padrone.
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