«Paura di sbagliare? Mai Alessi mi ha accontentato»
Bruno Petkovic ha calciato il rigore che ha decretato la vittoria della Reggiana: «Ho sempre creduto nella rimonta»
REGGIO EMILIA. Corre il minuto 95, quando Proietti di Terni fischia il calcio di rigore per la Reggiana che consegnerà la vittoria ai granata.
Ma sul 2-2, chi se non Beppe Alessi deve incaricarsi della battuta? E difatti il capitano granata ha già la palla in mano, quando Bruno Petkovic, sicurissimo di sé, convince il simbolo granata a cedere la sfera e la battuta del penalty proprio al croato.
Risultato: pallone da una parte, portiere dall'altra e gol del 3-2 che manda il paradiso la Reggiana direttamente dagli inferi.
«Alessi è un gran giocatore, con una storia importante alle spalle. Quando l'arbitro ha fischiato il rigore gli ho detto che mi sentivo di prendermi la responsabilità della battuta e mi ha lasciato il pallone - afferma in sala stampa un pacatissimo Bruno Petkovic -. Se avevo paura? Secondo voi se tremavo tiravo il rigore? Avete la risposta…».
Petkovic nel primo tempo si è divorato un gol davanti al portiere, cercando di scartare proprio lo stesso Caio, ultimo uomo del San Marino.
«Avevo il pallone scomodo da calciare e se me lo portavo a lato era secondo me la situazione migliore. Invece è stato prontissimo a recuperare e io ho sbagliato. E' vero, nel primo tempo non abbiamo giocato una grande partita - riconosce l'attaccante croato - ma è stata una partita di squadra, dove tutti hanno dato un contributo. Nella ripresa abbiamo concesso un contropiede e abbiamo subìto gol. Però la vittoria l'abbiamo cercata fino alla fine e ci siamo riusciti».
Bisogna ricordare, però, che il San Marino era avanti 2-0 fino all'84'.
«Fin quando la matematica ce lo permette, anche in queste occasioni dobbiamo crederci fino in fondo. La tattica? Sia da solo che in coppia abbiamo fatto bene e male a seconda delle partite».
«Non è mai detto, con Ruopolo mi trovo bene eperchè mi dà una mano - spiega Petkovic - a volte andiamo in difficoltà perché ci dobbiamo dare il cambio a prendere i palloni vaganti. Però insieme andiamo bene. Però ripeto: nel primo tempo dite che non abbiamo giocato bene, ma abbiamo creato tre palle gol nitide. Se andava dentro una di quelle eravamo sull'1-1 e non in svantaggio».
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