«Ho visto gente piangere di gioia mi auguro sia una liberazione»
L’allenatore Alberto Colombo: «Quando ho visto Petkovic chiedere ad Alessi di battere il rigore non me la sono sentita di imporre la mia volontà perché avrei creato ancora più confusione»
REGGIO EMILIA. Il giorno dopo Alberto Colombo è già al lavoro per preparare la sfida con la Lucchese anche se ha negli occhi ancora le scene di esultanza del fine partita con il San Marino. «Ho visto gente piangere. Dirigenti, tifosi, addetti ai lavori con le lacrime di felicità».
In carriera le è mai successo di vincere una partita in questo modo?
«No, mai. Mi è successo di passare dallo 0-1 al 2-1 ma in undici minuti ribaltare un due a zero, è stato incredibile. C’è chi mi parla di un Inter-Sampdoria».
Ha un significato che va oltre la vittoria?
«Ripeto ciò che ho detto a caldo: spero sia una “liberazione” psicologica da parte dei ragazzi per come è maturata».
Ha rivisto la partita?
«Confermo l’analisi fatta al termine: ho visto una Reggiana troppo lenta nel giro palla, frenati e bloccati psicologicamente e forse anche fisicamente ma ciò nonostante abbiamo creato quattro nitide palle gol, anzi forse la palla era entrata nella seconda occasione di Ruopolo».
Questa vittoria può dare la scossa ai giocatori?
«E’ quello che mi auguro. Spero che i ragazzi si siano tolti un peso. Lo capiremo sabato a Lucca».
Non pensa alla Spal?
«No, assolutamente. Adesso andiamo a giocarci il match ball a Lucca. E’ il nostro primo pensiero pur sapendo che se lo falliremo ne avremo un altro, forse più pericoloso».
La Spal in ogni caso sarà costretta a vincere due partite.
«Il nostro avversario ora è la Lucchese. Noi abbiamo la possibilità di conquistare sabato i play off, il resto non conta. Noi ci giocheremo il tutto per tutto in questa partita».
Andrà a Lucca per vincere?
«Assolutamente sì».
Sarà una Lucchese accomodante?
«Non credo proprio. La Lucchese gioca un buon calcio e non credo che regalerà punti. Ho visto le ultime tre partite e ha sempre affrontato gli avversari a viso aperto. Se vinceremo la partita ce la saremo guadagnata sul campo. Sarebbe un grave errore da parte nostra pensare a una Lucchese arrendevole».
Cosa ha pensato sul rigore?
«Sono fatalista e ho voluto vedere l’esecuzione di Petkovic».
Non è Alessi il rigorista?
«Quando ho visto Alessi prendere la palla ho pensato che Beppe avrebbe potuto gestire bene la pressione. Poi quando Petkovic gli ha detto che se la sentiva di calciare ho preferito non intervenire per dare indicazioni. Avrei creato ancora più confusione e tensione. Bruno è un ragazzo che ha grandi qualità e tra queste una capacità di essere freddo».
Incosciente o coraggioso?
«Questo è Petkovic, un attaccante ancora inespresso ma che ha grandi potenzialità. In allenamento è spietato dal dischetto. Deve solo capire la necessità di dare continuità alle sue prestazioni».
I fischi a fine primo tempo?
«Erano di delusione, impazienza e paura di veder sfumare un obiettivo. Succede quando si creano delle aspettative».
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