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Reggiana, Feola è il portiere meno battuto del girone

Juri Panciroli
Reggiana, Feola è il portiere meno battuto del girone

"I play off non devono essere un'ossessione ma un'opportunita"

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REGGIO EMILIA. L’estremo difensore granata Ivano Feola difende la porta meno battuta del girone B di Lega Pro con 29 reti. Ad inizio stagione il 24enne di Pollena Trocchia era predestinato a fare da riserva a Giuseppe Messina ma sfruttando la grande occasione dell’indisponibilità del collega, alle prese con la riabilitazione dopo l’intervento al legamento crociato nella scorsa stagione, ha saputo conquistarsi sul campo i galloni di titolare. E’ proprio il numero uno della Reggiana a raccontare le sensazioni di questa settimana che potrebbe aprire le porte del paradiso.

Come vive la settimana più importante del campionato?

«Con tranquillità come tutte da inizio campionato, bisogna allenarsi bene senza fare nulla di particolare perché se iniziamo a pensare di dover vincere per forza facciamo fatica».
E’ la prima volta che si gioca un play-off?

«Se arrivasse, questo sarebbe il terzo per me dopo i due a Chieti ma il primo col traguardo della Serie B».
Quale è lo spirito dello spogliatoio?

«Quello giusto perchè tutti sono consapevoli di ciò che ci aspetta e vogliamo dare ai nostri tifosi una bella soddisfazione, poi sarà il campo a dare il verdetto».
La rimonta col San Marino ha inciso nel morale?

«Conferma che sta a noi entrare in campo e far capire chi siamo. Ora non possiamo più sbagliare l’approccio perché ci costerebbe caro ma quella gara ha dimostrato che in dieci minuti possiamo portare a casa il risultato: chiaro è che bisognerebbe chiuderle prime certe partite».
Ricorda la gara d’andata?

«Una delle poche in cui fummo messi in difficoltà a Reggio ma rivedendo le immagini, a conto fatti, meritavamo la vittoria anche allora».
Vi aspettate una Lucchese demotivata?

«Essendo l’ultima davanti al loro pubblico non vorranno fare figuracce quindi non ci regaleranno niente».
Da portiere come la prepara una gara del genere?

«Per noi è diverso rispetto ai giocatori perché, a volte, ci prepariamo per ricevere tanti tiri e magari ne arriva uno solo in tutta la gara. In generale studiamo le caratteristiche del gioco offensivo degli avversari per preparare i tempi giusti nelle uscite».
Ha notato un calo nelle ultime giornate?

«Un po’ di stanchezza in qualcuno o forse il fattore mentale per quello che possiamo giocarci ma non dimentichiamo che nel girone di ritorno le squadre che devono salvarsi danno tutto e spesso ci hanno obbligato a “non giocare” per confonderci le idee, ma quando abbiamo potuto imporre il nostro gioco abbiamo sempre dimostrato i nostri valori».
Qualche critica ricevuta ma è il portiere meno battuto del girone: si sente tra gli artefici di questa grande stagione?

«Penso di aver fatto bene ma si può fare sempre meglio. Non è mai uno solo che determina il risultato perchè ogni ruolo ed ogni giocatore in campo hanno la loro importanza e domenica scorsa, ad esempio, la carica in più ce l’hanno data quelli entrati dalla panchina».
Ultime partite per dimostrare di essere un giocatore da Reggiana anche il prossimo anno?

«Spero di restare perché conosco bene il gruppo e la piazza è importante ma non credo che saranno le prossime due gare, seppur le più importanti, a determinare o meno il mio rinnovo».
 

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