Calcio, Reggio Emilia fa scuola: polizia invisibile e locali aperti
Mai adottato alcun provvedimento Daspo con limitazione all’ingresso dei tifosi: Sassuolo-Palermo senza cordoni di polizia
REGGIO EMILIA. Sabato, allo stadio della Città del Tricolore, si gioca la partita di serie A fra Sassuolo e Palermo. Una sfida particolare perché, di là del risultato sportivo, si annuncia un giornata di calcio simile a quelle che si vedevano una volta. Vale a dire senza cordoni di polizia nè imbottigliamenti e controlli selettivi ai cancelli, bensì solo con un popolo di appassionati di calcio sereni e festosi, con intere famiglie tranquille e incuriosite unicamente dallo show della pedata.
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Una scommessa e una speranza che si sperimenta per la prima volta al Mapei e che - se il risultato sarà quello atteso - potrà essere ripetuta e probabilmente estesa ad altri impianti di altre città. L’iniziativa è stata presentata dagli attori principali del progetto: la società neroverde, le autorità reggiane, le forze dell’ordine. Il sindaco Luca Vecchi ha dato il benvenuto all’iniziativa e si è detto entusiasta del fatto che prenda avvio proprio a Reggio.
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«Finalmente una gara che non “militarizza” la città – ha esordito - una scelta atipica e quasi inedita, una festa che avvicina lo sport alla gente. Siamo grati alla sensibilità del club e alla Questura per una sperimentazione che non potrà che giovare e favorire la stessa civile convivenza”. “Uno spettacolo all’insegna della serenità – ha aggiunto il prefetto Roberto Cuperlo – e la dimostrazione che la passione per il calcio può unire e non solo dividere. L’auspicio è che questo non resti un caso isolato ma si diffonda il più possibile».
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A dir poco orgogliosa e soddisfatta Isabella Fusiello questore di Reggio. «Vogliamo provare a dimostrare che questo sport può vivere anche senza la violenza - ha affermato - e Reggio si propone come un cantiere aperto per la nascita di un calcio migliore. In questo impianto sono già state abbattute le barriere innalzate per dividere gli spazi riservati alle opposte tifoserie. I fans del Sassuolo e della Reggio calcistica potranno dimostrare concretamente la capacità del rispettare le regole. Non a caso in questa città non è mai stato adottato, malgrado la presenza di due club di professionisti, alcun provvedimento Daspo con la limitazione all’ingresso dei tifosi. Parte dunque da Reggio la dimostrazione di un calcio più corretto, dal volto diverso».
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Parole che hanno visibilmente gratificato l’ad del Sassuolo Calcio, Giovanni Carnevali, che ha illustrato gli impegni e le iniziative che sono state recentemente assunte per rendere il Mapei sempre più vivibile e ospitale. «Stiamo investendo notevoli risorse per eliminare gli ostacoli alla mobilità interna ed esterna, e per migliorare il terreno di gioco. Abbiamo compiuto una serie di opere su misura per far crescere le capacità della struttura creando, ad esempio, la Curva Family, istallando un maxi schermo. Inoltre stiamo inserendo nuovi seggiolini per tanti spettatori e abbiamo formato una schiera di stuart, inserito videocamere per garantire una perfetta sorveglianza. Questo sforzo ci consente di partecipare a questo esperimento che si propone di accrescere il piacere di stare sugli spalti. Faremo di tutto per evitare che i timori dei tifosi portino alla desertificazione degli stadi».
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Ad applaudire l’annuncio di un Mapei Stadium più libero da angosciosi vincoli due dirigenti nazionali della Lega e della Figc. Marco Brunelli ha portato il saluto del presidente Beretta e si è complimentato per la concretezza della iniziativa e la sostanza delle innovazioni. «Uno stadio senza barriere fisiche - ha commentato - è un salto culturale. Il calcio è un fenomeno complesso che muove interessi, passioni. La serie A è seguita in Italia da 15 milioni di persone ed una ricetta unica da adottare lungo tutta la penisola è quasi impossibile. Ecco perché questi esperimenti sono estremamente utili e ci offrono esempi esportabili in altre realtà. Ci auguriamo che anche altri club e in altre città ci sia chi proverà ad imitarli. L’abolizione delle barriere è già allo studio o in atto a Udine, Cagliari, Firenze e in altri centri. Speriamo sia l’inizio di un modo nuovo di vedere il calcio. Per costruire un buon rapporto fra le tifoserie e “giocare insieme” serve tempo. Le Lega sosterrà ogni tentativo in questo senso».
Roberto Masucci, per l‘Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive ha concluso ricordando che dieci anni fa in un solo campionato gli scontri fra i tifosi hanno comportato il ferimento di ben 700 poliziotti addetti alla sicurezza; lo scorso anno i poliziotti feriti sono stati solo 70. La correzione delle strutture e l’educazione dei tifosi può essere la strada giusta. Reggio può essere un banco di prova eccezionale».
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