«Ora vogliamo andare in serie B»
L’allenatore Colombo: «Non ci basta partecipare ai play off. Una dedica? Alla società e al mio staff»
LUCCA. Alberto Colombo si intrattiene a lungo negli spogliatoi con la squadra prima di raggiungere la sala stampa. Chi lo avrebbe detto otto mesi fa che la Reggiana sarebbe arrivata sin qui? Eppure c'è arrivata. Eppure ha meritato di arrivarci. Eppure continua a tenere i piedi per terra: il tecnico inizia la sua disamina della partita che ha garantito i playoff con una critica.
Sì, proprio così. Spiega Colombo: «Abbiamo iniziato bene, abbiamo pure avuto l'occasione per il raddoppio, ma non mi è piaciuta la gestione di possesso palla dopo l'1-0. Siamo stati bravi in fase di non possesso, ma nonostante alcune buone ripartenze non siamo stati bravi a gestire quella fase».
Insomma, Ruopolo e compagni avrebbero potuto e dovuto chiudere prima la gara, anziché attendere il quarto d'ora finale e la superiorità anche numerica (ché quella territoriale non è mai stata messa in discussione dai toscani). Analizziamo meglio allora quel che è stato fatto a dovere: «La Lucchese ha movimenti in fase di costruzione da poter mettere in difficoltà chiunque. In particolare, ha queste due punte con una che si sfila permettendo agli esterni di venire dentro. Invece, abbiamo chiuso loro tutti gli spazi e così han dovuto ricorrere ai lanci lunghi: in questo modo De Giosa ha potuto svettare in ciò che è più bravo anziché dover essere impegnato negli uno contro uno. Insomma, i rossoneri son finiti nell'imbuto centrale che non gli permetteva granché».
Magari la Lucchese aveva anche meno motivazioni: «No, non credo, questo era un discorso che poteva essere fatto vent'anni fa. Il calcioscommesse ha avuto questo di buono, che fino all'ultima giornata è una gran fatica, nessuno regala più niente. Infatti, la partita contro la Lucchese è stata molto combattuta, loro non ci stavano a perdere».
Altra nota di merito, la prestazione di Ricci: «Rientra da un infortunio e dopo il gol della scorsa settimana ho giocato un po' sulla psicologia, sul fatto che fosse carico e anche per questo l'ho lanciato nel 4-3-3 iniziale. Il suo dinamismo e le sue accelerazioni hanno spaccato la partita nel primo tempo e quindi sono soddisfatto, il suo recupero è importante in chiave playoff».
Già, i playoff. «Ora comincia il bello - dice Colombo - e con la qualificazione raggiunta ci siamo liberati anche dal fardello dell'obiettivo da raggiungere per forza. Tra l'altro questa fase è un po' particolare, perché tradizionalmente le seconde arrivate hanno qualcosa in più da perdere rispetto alle terze. Prendiamo l'Ascoli: dovessimo giocarcela contro di loro, ci ritroveremmo di fronte un'avversaria che per tutta la stagione ha inseguito il primato in classifica. Incontreremo probabilmente squadre più forti di noi, ma noi saremo più liberi mentalmente. Intendiamoci: l'obiettivo è vincere, mica facciamo i playoff per fermarci al primo turno. E' lecito sognare, ma con i piedi per terra».
«Una dedica? Alla società, al mio staff, alle persone che hanno lavorato con me, ma in primo luogo ai giocatori. Sono loro che vanno in campo, senza questi giocatori i playoff non li avremmo raggiunti».
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