«Reggiana, ora ci divertiamo Dai c’andom»
Il tecnico Colombo sposa il motto di Mourinho «La serie B è un sogno non un’ossessione»
REGGIO EMILIA. Alberto Colombo ha festeggiato i play off in famiglia. «E’ il compleanno di mia moglie Arianna – rimarca il tecnico della Reggiana – una doppia occasione per festeggiare, anche perché il mio compleanno aveva coinciso con la sconfitta a Piacenza».
E adesso?
«Ai ragazzi l’ho detto e ripetuto: i play off devono essere un punto di partenza. Adesso viene il bello, dai c’andom».
I play off mancavano da cinque anni.
«Sono felice e orgoglioso di aver portato la Reggiana a rifare i play off e so che affronteremo anche squadre più forti ma non partiamo battuti, anzi».
L’aspetto psicologico avrà la sua importanza?
«Spero che metta pressione a chi è stato costruito per vincere».
Un sogno e non un’ossessione come diceva Mourinho?
«Sì, sono d’accordo. La serie B deve essere per noi un sogno e non un’ossessione».
Chi preferisce Ascoli o Bassano?
«Non ho nessuna preferenza. Mi basta evitare subito una squadra del sud. L’Ascoli lo conosciamo, il Bassano è una novità».
Il rientro da Lucca è stata una festa?
«Una doppia: all’autogrill siamo stati festeggiati dal Gruppo Vandelli, all’hotel Airone dalle Teste Quadre».
Qual è la sua sensazione?
«Quando mi gridano “Colombo portaci a Parma in serie A” non credo di essere così importante anche se sono molto onorato e orgoglioso».
Comunque vada sarà un successo o no?
«Il bello deve ancora venire, non dobbiamo fermarci pur sapendo che possiamo uscire al primo spareggio ma lo dobbiamo fare a testa alta, dando tutto noi stessi».
Ha pensato ai play off?
«Ne ho giocati quattro da giocatore con Como, Albinoleffe e Lecco: tre li ho vinti da squadra rivelazione e uno l’ho perso da favorito».
I presupposti sono positivi?
«Ce la giochiamo».
Però da allenatore ha un altro sapore.
«E’ la mia prima importante tappa ma non mi accontento. Ci tenevo a non smarrire il nostro marchio di fabbrica e la prestazione di Lucca mi ha rincuorato, così come i numeri: siamo la miglior difesa del girone e il terzo miglior attacco».
Vavassori rimarca che però avete perso 12 punti contro le ultime 4 della classifica.
«Lui mi punzecchia sempre ma ha ragione».
La sua grande scommessa è stata convincere gli scettici?
«Erano dubbi legittimi. Il segreto è stata la voglia di riscatto di chi era rimasto e la voglia di emergere dei ragazzi che venivano da Busto. Una bella miscela».
Poi è sbocciato il feeling.
«Cambiare idea è segno di grande intelligenza».
L’altra sua vittoria è la gestione del gruppo.
«Io mi fido delle persone e cerco di essere onesto e coerente con tutti, giovani e non, per il bene della Reggiana.
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