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Vavassori: "La Reggiana ha una tifoseria unica per passione e intelligenza"

di Wainer Magnani
Vavassori: "La Reggiana ha una tifoseria unica per passione e intelligenza"

L'impenditore e "tifoso vip" granata fa i complimenti al digi Ferrara e al tecnico Colombo: «E’ una scommessa vinta. Agli iniziali e legittimi dubbi dei reggiani è subentrata una straordinaria fiducia e partecipazione»

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REGGIO EMILIA. Vavassori, il tecnico reggiano Marcello Montanari ha portato la Pro Patria ai play out.

«Montanari è stato bravissimo e io non avevo dubbi. E’ la dimostrazione che il gruppo di giocatori ha delle qualità e che in precedenza (non io) era stata fatta un pò di confusione».

Ora crede nella salvezza?

«I play out come i play off sono un terno al lotto ma sono fiducioso che Montanari completi l’opera».

Da tifoso vip cosa ne pensa della Reggiana ai play off?

«Io ho vinto due scommesse con il direttore Ferrara. All’inizio della stagione, nel mio fogliettino che ormai è a brandelli, avevo anticipato che la Reggiana sarebbe arrivata a 68 punti».

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Mancano i tre con la Spal.

«Appunto».

Anche in questo caso il condottiero Colombo è stato eccellente.

«E’ stato bravo ma io l’ho sapevo solo voi avevate qualche dubbio. Io l’ho convinto a venire alla Reggiana, così come ho fatto con il direttore Ferrara».

La seconda scommessa?

«Avevo anticipato la promozione del Teramo».

Adesso serve un ultimo sforzo: vincere i play off. Cosa dice il suo foglietto?

«Preferisco, per scaramanzia, non dire nulla».

Si devono spendere parole di elogio anche per l’architetto di questa Reggiana, il direttore Raffaele Ferrara.

«Non c’è dubbio, è stato bravo ma io lo conosco bene».

Perché ha convinto Colombo e Ferrara a venire a Reggio?

«Perché è una città che ha cultura di calcio e una tifoseria unica».

E’ rimasto affascinato dalla passione dei reggiani?

«La curva Sud della Reggiana è la più bella che ho visto nel corso della mia esperienza calcistica. Forse è riscontrabile in altre piazza del sud ma nel nord e centro Italia, Reggio è unica».

Una tifoseria che ha ben presto capito che il vento era cambiato.

«I tifosi hanno riconosciuto e apprezzato la qualità del gioco e i risultati, cosa che lo scorso anno mi sembra fossero latitanti, tanto che avete fatto meno punti della Pro Patria».

Quest’anno è un’altra musica.

«Eppure si è capito qual è il deficit della Reggiana: ha lasciato 12 punti alle ultime 4 squadre della classifica».

E’ vero ma i play off mancavano da cinque anni, sono tanti. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.11346956:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/sport/2015/05/02/news/la-reggiana-vince-a-lucca-e-va-ai-play-off-1.11346956]]

«E’ vero. Per questo è giusto, ora che ci siete, godere di questo risultato».

E’ vero che Reggio ha accolto con scetticismo l’arrivo del gruppo Pro Patria.

«Dubbi legittimi, così come io avevo una legittima fiducia perchè conoscevo gli uomini».

I reggiani, però, alla luce della professionalità, del comportamento e dei risultati hanno ben presto cambiato idea.

«E’ un dato di fatto importante è da rimarcare. In altre piazze non accade. I reggiani, invece, hanno toccato con mano la realtà e hanno abbracciato la causa, in modo particolare la curva Sud».

E’ un particolare che l’ha impressionata?

«Non è scontato trovare una tifoseria che incita la propria squadra soprattutto nel momento di difficoltà. Una curva che è sempre e comunque al fianco della squadra. E’ una dimostrazione di grande intelligenza. Ecco, gli ultrà reggiani oltre che innamorati della Reggiana, com’è logico, sono intelligenti. Questo è un aspetto che fa onore ai reggiani».

Ai play off chi vorrebbe subito incontrare?

«Il Bassano è la migliore soluzione. Se domenica l’Ascoli vince a Teramo, come penso e il Bassano non vince, la Reggiana affronterà i veneti. Cambiare girone per la Reggiana è un bene».

Si dice che la B deve essere un sogno non un’ossessione.

«Per accattivarci la Dea Bendata è bene scrivere che “va bene così” o “che è grasso che cola” ma in realtà, come dice Ferrara, è l’Ascoli che ha l’obbligo di andare in B mentre la Reggiana può giocare con la mente libera».

E lei cosa ne dice?

«Perché accontentarci? Siamo in ballo, balliamo».

Reggio e i reggiani l’aspettano a braccia aperte.

«Sì, sì, ci vediamo sabato con la Spal».

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