Da Reggio Emilia a Cervinia per la maratona sui ghiacci
Scialpinismo, tre squadre reggiane hanno partecipato al Trofeo Mezzalama correndo con gli sci a 4 mila metri dopo essersi allenati per un anno a Febbio
REGGIO EMILIA. Si è tenuta sabato scorso la 20esima edizione di una maratona decisamente particolare: una corsa di 42 chilometri sul filo dei 4000 metri, non a piedi ma con gli sci, e per l’esattezza sci da alpinismo (quelli ad attacchi mobili che si usano per la discesa, ma anche e soprattutto per la salita incollando le “pelli di foca” sotto la soletta).
I ghiacciai su cui si svolge il percorso sono quelli valdostani che ammantano le vette del Monte Rosa, a monte di Cervinia, di Champoluc e di Gressoney.
È sempre stata una gara spettacolare, essendo la prova di scialpinismo più alta delle Alpi, ma anche la più tradizionale, essendo nata nel 1933, nell’epoca in cui sorgevano le prime stazioni sciistiche e i primi impianti di risalita.
Nonostante il passare del tempo e all’evolversi della tecnologia, tuttavia, il Trofeo Mezzalama è rimasto fedele all’autentico sci-avventura dei pionieri che, allora come oggi, affrontano l’alta montagna senza alcun aiuto meccanico, facendo il vero fuoripista sia in salita che in discesa.
Negli anni del dopoguerra ci fu una lunga interruzione ma dopo alterne vicende e la diffusione dello scialpinismo sportivo, la maratona tra i ghiacciai è tornata a essere l’espressione più alta di questo sport che ormai sta prendendo piede anche dalle nostre parti.
Un nutrito gruppo di emiliani ha preso parte a questa edizione che, oltre a essere la ventesima, è destinata a passare alla storia per l’inversione del percorso: invece di partire da Cervinia per arrivare a Gressoney, infatti, quest’anno la meta era proprio Cervinia.
La rappresentativa reggiana ed emiliana era costituita da tre squadre (ogni squadra formata da una cordata di tre elementi): Federico Celeghini con Matteo e Daniele Pigoni (questi ultimi due del modenese), i reggiani Luca Marconi, Andrea Olivi e Marco Beneventi e infine Filippo Crovetti, Marco Mazzolani con Andrea Bompard.
Dopo un’intera stagione di allenamenti a Febbio e sul Cusna, la preparazione per affrontare la maratona del Mezzalama è passata anche attraverso la partecipazione ad altre gare come Sellaronda skimarathon e Adamello ski raid. Niente è stato lasciato al caso, insomma, per dimostrare come anche chi è originario della pianura possa guardare a sport tradizionalmente di montagna.
Il riscontro cronometrico è stato lusinghiero per la cordata di Celeghini e i due Pigoni che hanno chiuso in 8 ore e 45 minuti e alla 76esima posizione assoluta. La cordata Marconi-Olivi-Beneventi ha tagliato il traguardo di Cervinia dopo 10 ore e 16 minuti di fatica, mentre la terna Crovetti-Mazzolani-Bompard si sono dovuti arrendere dopo la rottura di un rampone e la perdita di uno sci durante la discesa dal ripido e ghiacciatissimo naso del Lyskamm.
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