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«Il sogno scudetto inizia a San Martino alla Bombonera»

«Il sogno scudetto inizia a San Martino alla Bombonera»

Volley, Alessia Gennari trascina il Casalmaggiore nei play off «In gara 2 ho fatto 18 punti ma la nostra forza è il gruppo»

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REGGIO EMILIA. C’è chi fa qualche punto in una partita e vola così alto da scomparire dall’orizzonte, e chi, invece, dopo aver trascinato le compagne alla finale per lo scudetto e aver chiuso gara 2 con 18 punti all’attivo e una schiacciata-bomba finale, resta coi piedi per terra e non fa altro che ringraziare la sua squadra perché, in fondo, «è l’unione a fare la forza».

A parlare così è Alessia Gennari, la talentuosa – e umilissima – banda reggiana del Casalmaggiore che, oltre ad essere arrivata alla finale per lo scudetto di serie A1, è anche in lizza per vincere il titolo di miglior giocatrice dell’anno.

Cosa significa per lei, che è partita dalla Bombonera di San Martino in Rio, arrivare ai vertici della pallavolo italiana a 24 anni?

«È un’emozione grande. Ma non è stato tutto semplice, la mia storia è stata piuttosto travagliata».

Ci sono stati momenti bui?

«Purtroppo ho avuto due brutti infortuni durante il mio percorso da pallavolista. Il primo a 16 anni, quando mi sono rotta il ginocchio, e il secondo alla fine dello scorso anno».

Cosa le è successo?

«Ho avuto una trombosi arteriosa al braccio, mi hanno operata e sono dovuta stare a riposo per 4 mesi. Ora ho una cicatrice di 12 centimetri sul braccio, ma per fortuna tutto si è risolto e adesso sto bene».

Però nella sua carriera ci sono anche momenti molto belli, come quello che sta vivendo ora...

«Questo è il periodo più bello in assoluto. Per due anni sono arrivata ai quarti dei play off ma poi sono uscita. Quest’anno, invece, sono in finale e sto giocando per lo scudetto».

E sta giocando benissimo. Sul suo profilo Facebook non c’é una persona che non si complimenti per la grinta che ha messo in campo in gara 2, martedì sera.

«Ho appena finito di riguardare il video della partita e posso dire che quella di martedì è stata una vittoria storica. L’Igor Novara ha vinto il primo set, ma noi siamo riuscite a portare a casa il secondo, vincendo 31-29, e lì c’è stata la svolta. Negli altri due set, infatti, siamo sempre state in vantaggio».

Qual è stata la chiave per vincere?

«Siamo riuscite a compensare la loro fisicità con la nostra tecnica e soprattutto il nostro gioco di squadra, che è ciò che più ci contraddistingue. E abbiamo vinto davanti a una palaRadi gremitissimo: ci saranno state più di 4mila persone».

La pallavolo, dunque, è prima di tutto uno sport di squadra?

«Assolutamente sì. La pallavolo è bella perché quando una giocatrice cala di intensità ci pensano le altre a compensare. Nel secondo set contro Novara, per esempio, abbiamo iniziato a difendere tantissimo. Se non fossimo riuscite a vincere quello e fossimo andate sotto 2-0 sarebbe stato molto difficile recuperare».

Dopo aver perso gara 1 al tie break, pensavate di poter vincere gara 2?

«Si va sempre in campo per vincere, però mentirei se dicessi che ce lo aspettavamo. In ogni caso adesso ripartiamo da zero: sabato andremo a Novara per la gara 3 e dovremo giocare con la stessa grinta, sperando che loro siano un po’ meno sicure».

Anche quando ha iniziato a giocare a San Martino in Rio ci metteva questa grinta?

«No, come tutti ho iniziato a giocare per divertirmi e per stare con le mie amiche. E poi andavo sempre a vedere mia zia che giocava a Parma, mi piaceva. Ma non pensavo che sarei arrivata a giocare per vincere lo scudetto».

Però è stata notata subito e si è trasferita alla scuola di pallavolo dell’Anderlini...

«Sì ma la Bombonera e San Martino in Rio mi sono rimasti nel cuore. È il paese dove sono cresciuta, dove è nata mia mamma, e appena posso ci torno subito. E vado anche spesso a salutare il presidente Verissimo Marani in palestra, oltre a tutti i miei amici d’infanzia e quelli del liceo Corso di Correggio».

Anche se ormai è una big del volley, insomma, non si dimentica da dove viene...

«Non potrei mai. Sono affezionatissima a Reggio. Mi piace andare in centro, fare shopping nei negozi, camminare nelle viuzze, andare nei bar e nei ristoranti. Appena posso ci torno sempre volentieri. Ma per un po’ dovrò portare pazienza, visto che abbiamo una partita ogni tre giorni...».

Quali sono i suoi prossimi obiettivi?

«Ne ho uno imminente che mi assorbe in tutto e per tutto. Finita questa fase delicata potrò pensare al futuro».

Anche alla Nazionale?

«Dopo essere stata chiamata in Nazionale per due anni e aver giocato con giocatrici che ero abituata a vedere solo in televisione, spero di poter dare qualcosa di più adesso. Allora avevo come solo obiettivo quello di assorbire il più possibile dalle mie compagne, più esperte e brave di me, ma ora forse la mia presenza potrebbe avere un peso diverso da quello di qualche anno fa».

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