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«Per adesso il mio futuro è rivolto solo ai play off»

di Adriano Arati
«Per adesso il mio futuro è rivolto solo ai play off»

Basket serie A, Riccardo Cervi pensa al match Grissin Bon-Brindisi di domenica «Forse ci troveremo ai quarti dei play off: meglio non dare un vantaggio morale»

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REGGIO EMILIA. «Con Brindisi è importante vincere, per tenere il nostro campo e non dargli vantaggio mentale per i play off».

Inevitabile pensare anche ai play off, oltre che all’ultimo turno di stagione regolare, per Riccardo Cervi, così come per tutti i suoi compagni della Grissin Bon. Domenica in casa, alle 17.30, ospiteranno l’Enel Brindisi, che sarà quasi certamente la rivale di Reggio anche ai quarti di finale. I pugliesi sono sicuramente sesti e – a meno di un suicidio casalingo di Venezia contro una Capo d’Orlando tranquilla e senza nulla da chiedere – i biancorossi chiuderanno terzi, trovandosi quindi accoppiati con i brindisini.

Domenica sarà dunque un probabile antipasto di play off, da sfruttare per la condizione e per il morale. «Ogni minuto in campo è prezioso per trovare ritmo e abitudine», spiega Cervi, rientrato da una ventina di giorni dopo oltre un mese di pausa forzata a causa di un infortunio.

Adesso come si sente?

«Bene, non ho più problemi, e trovo sempre di più condizione e abitudine alla partita».

Con Brindisi è un’occasione per lavorare ancora su questi aspetti?

«Certamente. Ogni secondo in campo è prezioso per trovare sempre più fiducia e sicurezza».

Con Venezia quasi sicuramente seconda, vale la pena spremersi?

«Noi dobbiamo giocare per vincere, sempre. Per provare comunque ad arrivare secondi, se Venezia inciampa, e anche pensando ai play off».

Che intende?

«Se ci troveremo contro Brindisi ai quarti di finale, è meglio batterli in casa, non dargli né morale né questo vantaggio psicologico per i play off».

Cosa pensa dell’Enel?

«Sono una squadra forte, ma la storia è dalla nostra parte: negli ultimi anni con loro abbiamo quasi sempre vinto».

Vi inseguite dalla promozione, contemporanea, dalla Legadue. Proprio contro l’Enel giocò una delle migliori partite di quell’anno.

«Per me è sicuramente un bel ricordo personale, e anche la storia recente dice che con loro siamo andati bene».

Sarebbe una rivale parecchio dura in trasferta, però. O no?

«Il loro è un campo strano, non molto grande, i tifosi sono vicini e sono molto calorosi. Di sicuro lì sono molto intensi, ma noi lo siamo di più».

Domenica si giocherà a nascondino, dal punto di vista tattico, per non mostrare le carte?

«Spetta agli allenatori dirlo, non compete a me, però certamente non sarebbe il massimo fare prove di novità tattiche, visto che forse ci ritroveremo».

Lei è rientrato in un pacchetto lunghi ora diventato foltissimo, con l’arrivo di Chikoko e il recupero di Lavrinovic. Un bene o un “rischio” per i minuti?

«Nessuna delle due».

Non c’è altro?

«No, rispetto a prima possiamo stare tutti più tranquilli con i falli, senza stare sempre attenti a gestirci. Ma per il resto, e credo di parlare a nome di tutti, non c’è altro: quando siamo in campo cerchiamo di fare bene, di dare il massimo».

In allenamento, con tutti voi lunghi, non mancheranno le botte, giusto?

«Sì, e questo aiuta sempre. Nelle ultime settimane di allenamenti abbiamo giocato duro, con botte vere. È importante, per prepararsi al meglio».

Ultima domanda: dopo settimane di voci sull’accordo con Milano, sta pensando al futuro dopo giugno?

«No, per nulla».

Solo ai play off?

«A nient’altro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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