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«Sogno la Grissin Bon in finale scudetto»

di Linda Pigozzi
«Sogno la Grissin Bon in finale scudetto»

Stefano Landi si confessa: «Il futuro? Vogliamo tenere Reggio fra le grandi»

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REGGIO EMILIA. Prima ancora dei bilanci, prima di mettere il focus su quel sogno che non teme di chiamare «finale scudetto», prima di tutto, il patron della Pallacanestro Reggiana Stefano Landi chiede di mantenere alta la concentrazione sulla gara con Brindisi che domani andrà a chiudere la regular season.

«Brindisi potrebbe essere la nostra avversaria ai quarti - spiega - e io vorrei che la Grissin Bon l’affrontasse con la massima concentrazione».

Tanto più che una vittoria potrebbe ancora valere il secondo posto, in caso di caduta di Venezia...

«Male che vada, saremo comunque terzi che resta un risultato importante, alla luce dei problemi fisici accusati nel corso dei mesi. Adesso ciò che conta è arrivare al completo all’appuntamento con i play off».

Domani si conclude una lunga e tormentata stagione regolare, il momento più esaltante di questi mesi?

«Non c’è stato un momento in particolare, in realtà. La nostra regular season è stata caratterizzata da un quasi en plein di vittorie casalinghe e da prestazioni alterne in trasferta dove abbiamo rimediato sconfitte che avremmo potuto benissimo evitare. Siamo però sempre stati nelle primissime posizioni».

Il momento più difficile?

«Tutti noi, squadra in primis, abbiamo sofferto l’eliminazione dall’Eurocup dove speravamo e pensavamo di poter fare di più. C’erano però tanti problemi legati agli infortuni».

Vuole ripetere l’esperienza in coppa l’anno prossimo?

«Le competizioni europee sono momenti di arricchimento per la squadra, per il club e per tutta la piazza. Giocare in Europa è un modo per consolidarsi. Vedremo cosa raccoglieremo in questi play off. L’Eurolega? Ho la pelle d’oca solo a pensarci. Per ora teniamolo lì questo sogno...»

La questione restyling del Bigi è ancora congelata. Non si sbloccasse nulla, si andrebbe verso un ridimensionamento la prossima stagione?

«Non vorrei più parlare di scadenze perché abbiamo visto che questo discorso legato all’impianto non ha scadenze. Certo, in fase di definizione di budget dovremo tenere presente quanto possiamo ricavare dal botteghino. Negli ultimi due anni abbiamo fatto grandi sforzi e vogliamo tenere Reggio fra le grandi. Magari restare lì senza investimenti così importanti».

Fedeli alla linea anche quest’anno avete lanciato giovani interessanti. Il bilancio della loro stagione?

«Tutti i nostri ragazzi ci hanno dato una mano e il mio giudizio non può che essere positivo. Su tutti loro continueremo a puntare anche in futuro. L’unico che è stato veramente limitato dagli infortuni è stato Silins. Adesso sta bene e sono convinto che potrà darci un grande aiutp ai play off».

E i veterani?

«Oltre a Lavrinovic, Diener e Kaukenas, credo che fra i veterani vada anche inserito di diritto Cinciarini che ormai è diventato un simbolo per Reggio. Parliamo di giocatori in grado di cambiare la partita grazie sicuramente all’esperienza ma anche all’intelligenza cestistica che è il loro valore aggiunto. Per quanto riguarda Diener voglio sottolineare quanto ha fatto anche come play».

Il gruppo di italiani?

«Si è dimostrato fortissimo. Il fatto che abbiamo vinto il premio per l’utilizzo degli italiani superando il 60% del minutaggio non fa che confermare il valore di questi ragazzi».

Polonara si candida per il ruolo di Mvp. Se lo aspettava?

«Achille ha avuto un impatto eccellente sulla nostra squadra. Devo ammettere che durante la preseason avevo avuto qualche dubbio su di lui, invece è stato bravissimo. Dovrà diventare un punto fermo per il futuro».

Del resto ci avevate già pensato l’estate scorsa sottoponendogli un contratto pluriennale. Con Riccardo Cervi come è invece la situazione?

«La sua è stata una stagione altalenante. La prima parte del campionato è stata ottima, poi qualche infortunio l’ha rallentato. Ora da Riccardo mi aspetto un grande play off. Vogliamo puntare anche su di lui per il futuro e mi dispiace che non si sia ancora raggiunto un accordo. Adesso però mettiamo nel cassetto tutte queste questioni e concentriamoci su Brindisi e quindi sui play off».

Che impressione le ha fatto Vitalis Chikoko?

«E’ un ragazzo su cui vale la pena puntare. Nelle sue prime apparizioni ha fatto vedere grandi qualità. Ha caratteristiche fisiche e tecniche di alto livello che, grazie al lavoro dello staff, potranno emergere in modo ancora più evidente».

Lo staff, appunto. Il coach Max Menetti e i suoi assistenti erano di fatto alla prima esperienza alla guida di un gruppo così forte. Ritiene abbiano superato l’esame?

«Sicuramente era la prima volta che il nostro staff si trovava a gestire una team con questo potenziale, così lungo e forte. Senza dubbio, quindi, i nostri allenatori hanno avuto responsabilità superiori rispetto al passato. I risultati parlano chiaro, anche considerando la fatica che Max Menetti ha fatto nel mandare in campo squadre sempre diverse ogni 2 o 3 gare. Fin qui il loro è stato un ottimo lavoro, ora dovranno dare tutto nei play off».

Il rinnovo del tecnico Max Menetti e dello staff è legato all’andamento del team nei play off come si vocifera?

«Non intervengo direttamente nella gestione sportiva della società. Sono l’ad Dalla Salda e anche il presidente Paterlini a seguire gli aspetti contrattuali. Io penso che sia riduttivo giudicare il lavoro di uno staff tecnico sulla base di due-tre partite. Inoltre ho sempre sottolineato l’importanza della continuità. E’ chiaro quindi il mio giudizio, ma mi fermo qua perché, come detto, delle questioni contrattuali ci pensano il nostro ad e il nostro presidente».

Indubbio che il ds Alessandro Frosini abbia fatto un grandissimo lavoro in fase di costruzione della squadra...

«Alessandro è stato l’elemento che ci ha permesso di crescere negli ultimi anni grazie alla sua enciclopedica conoscenza del basket europeo e alla sua serietà. Ha fatto un ottimo lavoro, senza ombra di dubbio».

Visto il valore della squadra che finalmente gode di un buono stato di salute generale, con che aspettative si approccia ai play off?

«Io, come tutta Reggio vorrei vedere la finale scudetto. Mi approccio a questi play off con quella giusta tensione che anche il team dovrà avere per lottare e arrivare sino alla fine».

Quali ostacoli potrebbero mettersi sul cammino? Intravede segnali preoccupanti?

«Quando analizzo una sconfitta qualcosa di preoccupante la trovo sempre. Dopo aver visto la squadra in casa con Cantù, mi aspettavo una gara diversa a Caserta che affrontava la gara con grandi motivazioni. Anche noi avevamo motivazioni importanti, visto che ci giocavamo il secondo posto, ma Caserta è stata più determinata e ha vinto. Penso che i nostri ragazzi se la possano giocare con tutti ed è questo l’atteggiamento mentale che dovranno avere d’ora in poi».

Mentalità e giusto atteggiamento prima di tutto, quindi.

«Sì. Il mio pensiero è alla partita interna con Brindisi che chiude la regular season. Io voglio vedere la squadra concentrata al massimo su questa gara che è importante vincere perché Brindisi potrebbe essere la nostra avversaria ai quarti. Vorrei che la Grissin Bon affrontasse questa sfida come se fosse la prima dei play off, non l’ultima della regular season».

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