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La Scandianese affossa il Castellarano

di Massimo Bassi
La Scandianese affossa il Castellarano

La squadra di Bonini gioca la partita perfetta e trova il gol con Paolo Tognoli, poi è Rezzouky a chiudere la sfida

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CASTELLARANO. L’altare dei play out ha preteso la sua vittima, chiamasi Castellarano. A vibrare il colpo sacrificale, oppressa dal dèmone del “mors tua vita mea”, la Scandianese, che grazie a un meritato 2-0 strappa con veemenza la sospirata salvezza.

Il derby ceramico più spietato della storia è veramente spietato, finendo con il mietere la vittima statisticamente più improbabile, quel Castellarano favorito dal fattore campo e al quale – per evitare la retrocessione in Prima – sarebbe bastato conservare il pareggio fino al termine dei supplementari. Ma anche per tradurre in gioia la disponibilità di due risultati su tre ci sarebbero voluti un ritmo e una lucidità che gli uomini di Bardelli hanno avuto la colpa di non riuscire a sfoderare. Specialmente contro una Scandianese così dinamica, combattiva e che il tecnico Bonini manda in campo con un atipico 5-4-1 che accorda la consona copertura dietro e la possibilità, davanti, di sfruttare gli inserimenti e i tagli dei trequartisti mettendola sul piano della velocità contro la mediana castellaranese.

Bardelli, che deve fare a meno di Carobbi infortunato, schiera la formazione preventivata. Bonini, cui manca l’indisponibile di lungodegenza Faroni, lascia a sorpresa in panchina il fantasista Rizzuto.

All’onorevolissimo cospetto di oltre mezzo migliaio di spettatori il derby salvezza-retrocessione muove i primi passi scommettendo al ribasso: primo, non sbilanciarsi; secondo, sperare che a commettere l’errore – meglio se grave – sia l’altro. Assai difformi le armature indossate dai contendenti: padroni di casa con la tecnica di elementi come Migliorini e Reggiani, ospiti sull’onda di corsa e pressing.

Ad attentare all’equilibrio è la Scandianese, più sciolta ed elastica. E’ una carezza, la semi-mischia che al 15’ vede Bottazzi cercare il colpo vincente davanti a Thomas Ferrari. Ma è un brutto segnale per un Castellarano il cui carburatore ancora non filtra bene l’aria calda della giornata.

Al 24’ il Fato fa la voce grossa. Sì, perché a ergersi dove nessuno osa, su angolo dalla destra di Bottazzi, è proprio il capitano, anzi no, il figlio del presidente, Paolo Tognoli, il cui nitido stacco di testa indirizzato sul primo palo coglie Simone Ferrari in leggera quanto fatale sorpresa. Giocano meglio, gli ospiti, e sul finire della frazione (42') potrebbero anticipare il raddoppio: Tagliani scavalca la linea difensiva ma il duello finale lo vince il portiere, o meglio lo perde – giocando un destro fiacco e centrale – l’attaccante.

Baricentro più avanzato, per il Castellarano, nella ripresa; con gli ospiti sempre pronti a rendersi insidiosi e che al 27’ stanno per combinare una paperissima: palla lasciata scorrere in area e recuperata da Zecchini; suggerimento radente a centro area per l’accorrente Mirra il cui destro di prima intenzione trova lo stinco di santo... protettore di Thomas Ferrari. E’ il momento in cui il Castellarano vede il pareggio. Senza agguantarlo. Perché al 32’ Amedei si vede deviare da un difensore un destro che sembrava interessante, perché quattro minuti più tardi il portiere ospite dice no al sinistro di Parma e perché al 39’ Migliorini commette sì un fallo da giallo ma sprofonda nel rosso di un eccessivamente severo Pette.

E’ finita. Anzi quasi. C’è da dare alla Scandianese quel che è di Rezzouky: lanciato in contropiede solitario, il centrocampista fa sedere il portiere e alzare il pubblico: finta-dribbling e appoggio in rete, è il due a zero. E il tripudio finale.

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