Gazzetta di Reggio

Sport

MASSIMO VARINI

«Reggiana non ti snaturare gioca a calcio come sai fare»

di Luigi Cocconcelli
«Reggiana non ti snaturare gioca a calcio come sai fare»

REGGIO EMILIA. Libertà di mente, serenità, consapevolezza di avere, da un lato, molto meno da perdere e dall'altro di giocare forse il miglior calcio della Lega Pro. Queste le qualità che, a detta di...

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Libertà di mente, serenità, consapevolezza di avere, da un lato, molto meno da perdere e dall'altro di giocare forse il miglior calcio della Lega Pro. Queste le qualità che, a detta di Massimo Varini, uno che i granata conosce bene e continua a seguire anche da Vercelli, la Reggiana può e deve mettere in campo nei play-off. Partendo da un presupposto.

«A questo punto della stagione – rimarca l’ex diesse granata oggi direttore sportivo della Pro Vercelli – ed in questi tipi di incontri conta soprattutto la freschezza mentale e fisica, come ci arrivi di gambe e testa, qualità tecniche e tattiche vengono dopo».

Chi vede favorito per la serie B?

«Il Benevento è strutturalmente la squadra più forte, ha una potenza economica che in categoria non ha eguali e superiore anche a diverse società di B, ma se ha cambiato da poco l'allenatore, se manca sempre l'appuntamento sta a significare che ha qualche problema».

Veniamo ad Ascoli e Reggiana, se la storia contasse nel calcio dovrebbero essere loro a giocarsi la B…

«Sì, ma il blasone conta fino a mezzogiorno, se no il Carpi non avrebbe guadagnato la A. Ho visto la partita dell'andata a Reggio, l' Ascoli è squadra costruita per vincere, ha più forza fisica,per certi aspetti mi ricorda la mia Pro Vercelli del campionato scorso, ma avrà addosso tutta la pressione, per loro c'è un solo risultato ed è la B. Pensavo vincesse il campionato, evidentemente ha avuto un calo psicologico e poi al ritorno sul piano del gioco è stato nettamente sconfitto e questo può togliere tranquillità».

La Reggiana cosa deve fare?

«Giocare libera di mente, che vuol dire andare in campo per disputare la partita sapendo che per lei è una grosso opportunità, mica un 'ossessione (Josè Mourinho ha fatto scuola ndc), se non vince mica è un dramma, resterà comunque un gran bel campionato, avere grande serenità , non avere paura e non sentirsi superiori ed in questo l'essere giovani ti può aiutare».

Tatticamente si aspetti qualche novità da due squadre che si conoscono bene oppure meglio affidarsi alle proprie certezze?

«Non conosco le intenzioni di Colombo e non sono così presuntuoso da dare consigli, in base alla mia esperienza di allenatore io non snaturerei un bel niente, la Reggiana è una squadra un po' debole fisicamente ma costruita per giocare al pallone, lo sa fare dal portiere all'ala sinistra e questa dev'essere la sua forza. Per me deve giocare per vincere, provare a fare goal perché mentalmente non mi pare abbia le stigmate di chi imposta gare difensive».

Un pronostico?

«Il cuore dice , ovviamente, Reggiana, non sarà facile, ma contro le grandi ha sempre fatto bene, l'Ascoli è favorito ma lei può giocarsela».

Uno sguardo al futuro, già parlato con la Reggiana per la risoluzione delle comproprietà di Ardizzone e Bani e loro come stanno andando?

«Ardizzone gioca, Bani un poco meno ma sono due elementi interessanti, abbiamo fatto qualche chiacchiera, ma adesso siamo entrambi concentrati sul campionato. Noi li vorremmo tenere, ma non abbiamo molte risorse economiche, in 2 anni per fare la squadra non ho speso un euro e mica posso chiedere al presidente di fare investimenti sui due ragazzi, vedremo le intenzioni della Reggiana».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google