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«Sono ottimista: ci prenderemo l’Eccellenza»

di Martina Riccò
«Sono ottimista: ci prenderemo l’Eccellenza»

Il mister del Luzzara Stefano Dall’Asta: «Il Brescello è forte ma noi andiamo in campo per giocarcela»

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LUZZARA. Al Luzzara manca poco per realizzare il campionato perfetto. La ciliegina sulla torta potrebbe arrivare domenica, quando i ragazzi di mister D’Allasta andranno a Brescello per giocare la finale dei play off di Promozione. E, dopo la vittoria galvanizzante ottenuta contro il Gotico, scenderanno in campo con tutta la grinta possibile.

«La partita contro il Gotico è stata davvero entusiasmante – conferma il mister Stefano D’Allasta – e non solo perché era uno spareggio di play off. Sono venute a vederci 500 persone ed è stata una soddisfazione enorme vincere davanti a una cornice di pubblico così importante».

È stata una partita tirata?

«Sì. Siamo andati in vantaggio dopo soli 15 minuti, poi loro hanno iniziato a spingere parecchio. Noi però siamo stati bravi a tenere e a superare anche il momento di sofferenza nel secondo tempo, quando siamo rimasti in dieci».

Si aspettava un risultato del genere?

«Prima delle partite è inutile fare pronostici. Ma la forza di questo gruppo è chiara a tutti, ormai. Ero certo che avremmo fatto una buona partita».

Ma pensava di vincere?

«Il risultato di una partita non si può mai prevedere, dipende troppo dagli episodi. Diciamo che noi ci siamo meritati la vittoria ma tutti gli episodi sono stati a nostro favore. Penso al rigore parato da Fava, per esempio, o al gol da cineteca di Tenaglia».

Tutto ha girato bene, insomma, ma voi ci avete messo parecchio del vostro...

«Decisamente sì. I ragazzi hanno giocato con concentrazione e abnegazione. Non era facile con 30 gradi, ma hanno tutti corso fino alla fine e non hanno mai mollato».

Si può dire che l’impegno e la corsa siano il segreto di questo campionato così positivo?

«Avere avuto quel livello di concentrazione domenica, dopo aver giocato 35 partite di campionato e 4 di Coppa, significa che l’abbiamo allenata durante l’anno. In tutta la stagione ci saranno state al massimo due partite in cui la squadra non è scesa in campo con la grinta e l’attenzione necessarie. Se siamo arrivati a questo punto è perché siamo sempre stati sul pezzo».

E non solo quest’anno. Esattamente il 21 maggio del 2014 venivate promossi in Promozione...

«Per me è una soddisfazione enorme, e anche per i ragazzi. Soprattutto quelli che erano al Luzzara con me nella scorsa stagione e sono rimasti anche quest’anno. Ci mancherebbe solo la vittoria contro il Brescello per coronare il percorso».

A inizio anno vi aspettavate di poter arrivare alla finale dei play off?

«Non è mai stato un obiettivo della società, anche perché non conoscevamo la categoria, abbiamo mantenuto il blocco importante della squadra di Prima categoria e abbiamo dato spazio a tanti giovani. Domenica dopo domenica, però, abbiamo capito che potevamo fare bene, ci abbiamo preso gusto e ora siamo qui».

Domenica che partita si aspetta?

«Con il Brescello, tra campionato e Coppa, sarà la quarta volta che ci giochiamo e ormai ci conosciamo molto bene. Sappiamo che loro sono forti, hanno un potenziale tecnico e offensivo importante, ma noi andiamo a giocarcela come abbiamo sempre fatto».

I suoi ragazzi sentono la pressione di un match così importante?

«Hanno già dimostrato che non abbiamo pressioni particolari e che entriamo sempre in campo per divertirci, e possibilmente vincere».

Mancherà qualcuno dei suoi?

«Caggiati, che è stato espulso contro il Gotico, e Gazzola che è infortunato e dovrà farsi operare al menisco. Ma comunque abbiamo con chi sostituirli».

E nelle fila del Brescello?

«Saranno fuori Pioli e Cataldi. Due giocatori importanti per loro».

Una sorta di vantaggio per voi?

«Credo che anche loro abbiano con chi sostituirli. E poi la partita si deciderà in campo».

A parte vincere domenica, ha già qualche programma per il futuro?

«Sono già d’accordo con la società e resterò in ogni caso al Luzzara. Certo che sarebbe meglio continuare il percorso in Eccellenza con i miei ragazzi. Ma io sono ottimista e ci credo».

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