Paterlini suona la carica:«Ora bisogna crederci»
Il presidente biancorosso: «Con i quarti la Grissin Bon inizia un nuovo campionato Gli individualismi vanno abbandonati, perché è il gruppo che fa la differenza»
REGGIO EMILIA. Il grido di battaglia è solo uno: «Bisogna crederci».
Idee chiare, il presidente della Pallacanestro Reggiana Ivan Paterlini si avvicina al momento caldo della stagione con grande carica e fiducia.
«Ci manca un ultimo record da battere quest’anno: raggiungere la semifinale e magari andare anche oltre, così finalmente la potremo smettere di confrontarci con il passato - spiega -. La stagione è stata esaltante abbiamo battuto tanti record e calcolando che siamo stati massacrati dagli infortuni, non è poi tanto male il terzo posto con cui abbiamo chiuso la stagione regolare».
Il momento più esaltante della regular season?
«Dirò una cosa strana ma per me è stato il sold out in campagna abbonamenti. E’ stato importantissimo sapere di avere la fiducia di così tanti tifosi che sono corsi ad abbonarsi senza neanche aver visto la squadra giocare».
Non sono però mancati i momenti difficili. Ne ricorda uno in particolare?
«Ogni sconfitta è brutta. Su tutte mi è dispiaciuto moltissimo perdere la gara in trasferta a Pistoia. Il -50 a Milano? Subito pensavo a uno scherzo (ride, ndr). Diciamo che l’EA7 si è vendicata bene dopo la sconfitta rimediata all’andata a Reggio e ha voluto infierire. Probabilmente a Milano avevano paura che arrivassimo pari...».
Pronto alla post season?
«Ora si ricomincia da capo. Quello che è stato raggiunto sin qui conta poco. Inizia un nuovo campionato e noi dobbiamo crederci».
Contento di incrociare Brindisi ai quarti?
«Dico sempre che quando si arriva ai play off una vale l’altra. Di sicuro Brindisi non sarà quella che abbiamo visto domenica nell’ultima partita della stagione regolare. Martedì e giovedì sarà un’altra storia».
Qual è il vosto reale obbiettivo?
«Si dice che l’appetito vien mangiando, quindi per ora pensiamo a passare il primo turno poi vedremo. Sappiamo bene che i play off non sono mai facili. Parliamo di gare secche che si succedono rapidamente senza che le squadre abbiano la possibilità di ricaricare le pile».
Confessi: dove vorrebbe arrivare?
«Ogni anno si punta a migliorare ciò che si è fatto l’anno precedente. Arriviamo da due stagioni in cui siamo usciti ai quarti, di conseguenza vogliamo passare il turno. Poi si vedrà».
Chi vede favorita?
«Senza dubbio Milano è quella che fa più paura. Poi però penso alla gara d’andata a Reggio in cui riuscimmo a batterla. Quella vittoria interna fu molto importante perché eravamo all’inizio della stagione e battere i grandi favoriti del campionato ci diede una grande fiducia».
Arrivare in finale con Milano vorrebbe dire qualificarsi per l’Eurolega. Ci avete pensato?
«Giocare una manifestazione come l’Eurolega richiede un notevole sforzo economico e, anche se dovessimo qualificarci, tutto dipenderebbe dalla decisione di Stefano Landi. Poi, come ben sappiamo, non abbiamo un impianto adatto. Ma questi non sono discorsi da affrontare in questo momento».
Chi fra gli otto team in corsa pensa potrà dire la sua ai play off?
«Non me la sento di fare pronostici. Ai play off ci sono sempre tante sorprese e tutto può cambiare. Come ho detto, con l’inizio dei play off inizia una nuova stagione in cui tutto può succedere».
Quale potrà essere l’arma in più della Grissin Bon?
«Il gruppo dovrà essere il nostro punto di forza. Abbiamo visto che il gruppo fa molto più dei singoli. I nostri ragazzi sono i primi a crederci e dovranno unirsi per e lottare per raggiungere la semifinale. Purtroppo a causa dei tanti infortuni che ci sono capitati dall’inizio della stagione, i nostri giocatori non hanno giocato molto insieme. Adesso si dovranno unire ancora di più».
Accanto a veterani che hanno disputato tante edizioni dei play off, ci sono anche giovani al loro debutto o quasi nella post season di serie A...
«Spero che i veterani trasmettano il giusto spirito ai ragazzi. Ai play off serve un’altra mentalità. Si deve guardare alla squadra e non al proprio tabellino, solo così si può pensare di arrivare in alto».
Quanto è importante avere a vostro favore il fattore campo nella prima serie?
«Tanto. Soprattutto nei play off l’apporto del pubblico è importantissimo. Per la squadra durante la partita e per la società anche prima. Per questo, nel ringraziare tutti quelli che ci sono stato vicini dall’inizio della stagione, chiedo loro di comprare i biglietti per le due gare dei quarti con l’Enel anche all’ultimo e, se proprio non si riusciranno a essere presenti, di regalarli a un amico».
Sono ancora disponibili posti per entrambe le gare dei quarti...
«Non mi aspettato il sold out al termine della mini-campagna abbonamenti. Giochiamo in giorni lavorativi e non tutti logicamente possono essere presenti. Sono rimasti disponibili ancora biglietti per lo più per la gradinata non numerata, quindi chi è rimasto fuori tutto l’anno ha l’occasione di poter vedere giocare la squadra. E se non altro chi viene in gara 1 ci guadagna una maglietta.Dell’iniziativa dobbiamo ringraziare il nostro main sponsor che anche in questa occasione ha dimostrato quanta passione ha per questa squadra».
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