Gazzetta di Reggio

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«Questa salvezza è un punto di partenza»

di Riccardo Bellelli
«Questa salvezza è un punto di partenza»

Basket serie D: la soddisfazione di Celso Immovilli, tecnico della Sampolese «Un risultato importante raggiunto grazie al contributo dei nostri giovani»

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SAN POLO. Battendo Fiorano a domicilio 59-71, la Sampolese ha conquistato la salvezza diretta, obiettivo che a gennaio sembrava impossibile ma che è stato raggiunto con una bella rimonta.

Il “condottiero” è stato Celso Immovilli che ancora una volta ha dimostrato di essere un ottimo allenatore.

«Prima della partita - spiega il tecnico - ho detto ai miei ragazzi che comunque andasse, sarebbe stata una gara che avrebbe lasciato in noi grandi emozioni, quindi dovevano godersela. Siamo entrati concentrati e abbiamo meritato direi. Purtroppo in alcuni momenti abbiamo giocato con un po' di sufficienza e abbiamo permesso a Fiorano di rimontarci e rientrare in partita ma alla fine siamo riusciti a spuntarla. Ora faccio l'in bocca al lupo a Casoli perché si salvi ai play out».

Cosa resta di questo campionato?

«Il fatto che gli mvp della partita decisiva siano stati Tognoni e Minardi, un ’94 e un ’98, vuol dire che abbiamo fatto un grande lavoro con i nostri giovani. Allenando anche le giovanili credo che il bravo coach di queste categorie sia quello che al di là dei titoli vinti, porta ragazzi in prima squadra e quest’anno la nostra “cantera” ci ha dato alla fine delle belle soddisfazioni».

Come avete festeggiato?

«Abbiamo vissuto la salvezza quasi con la stessa gioia che si prova a vincere un campionato. Per i ragazzi però non è tempo di lasciarsi andare perché abbiamo le fasi finali dei campionati giovanili e per loro questa salvezza più che un traguardo deve essere un punto di partenza».

Come l'ha vissuta?

«Metto questa salvezza al pari dei titoli vinti con San Polo e Castelnovo Monti».

Quando c'è stato il cambio di marcia della squadra?

«Ormai sono abituato a partire giocatori infortunati. Quest’anno ne abbiamo avuti diversi e durante il percorso qualcuno forse non ha creduto abbastanza nel progetto e qualcuno ha lasciato. In quel momento, con la squadra ultima, anche io mi sentivo sotto esame e ho parlato con la dirigenza che anziché accusarmi mi ha dato fiducia. A quel punto anche i senatori si sono stretti intorno a me e hanno dato stimoli a tutti. La squadra si è unita e ha iniziato a segnare più punti. In questo modo sono arrivate le prime vittorie, abbiamo iniziato a giocarcela anche con le più forti e i ragazzi tornavano sempre più volentieri in palestra».

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