«Giocherò l’ultima coi Lupi e poi tornerò alle Samoa»
Rugby serie C, Silao Leagea dirà addio alla palla ovale dopo la partita di domani «Giocare e allenare i Lupi di Canolo è stata l’esperienza più bella della mia vita»
REGGIO EMILIA. Domani sarà una giornata molto importante per il rugby emiliano, e non solo.
Silao Leaega, giocatore samoano di rugby di fama internazionale, nominato nel 1999 miglior estremo della Coppa Del Mondo, una vera istituzione della palla ovale, chiuderà domani la sua carriera sportiva giocando contro l’Imola Rugby. La partita – che inizierà alle 17 ai campi della Canalina – vedrà scontrarsi Imola con i Lupi di Canolo, squadra di Serie C dove Leaega gioca e allena ormai da quattro anni.
Una carriera lunghissima, quella di Silao, e costellata di grandi successi. Arrivato in Italia ormai sedici anni fa con la maglia del Bologna – quando il rugby era uno sport di nicchia – dopo due anni Silao è stato fortemente voluto dal club rossonero e, nonostante sia poi andato in diverse società, è sempre tornato a Reggio Emilia prima con i Diavoli di Roberto Manghi e poi con i Lupi di Canolo.
Cosa vuol dire affrontare l’ultima partita per un giocatore del suo calibro?
«Intanto purtroppo domani non giocherò – commenta Silao Leaega – Sei mesi fa mi sono rotto la mano e nelle ultime settimane ho subìto un intervento per risolvere la lesione. Sarò comunque in panchina come allenatore per motivare e guidare ancora una volta i miei ragazzi. Sicuramente è una grande emozione lasciare il rugby, uno sport che mi ha dato tantissimo e che porterò sempre nel cuore. Purtroppo sono diventato troppo vecchio per giocare».
Che esperienza è stata quella con i Lupi?
«Giocare e allenare i Lupi di Canolo è stata una delle esperienze più belle della mia carriera in Italia. È una società piccola rispetto a quelle che ho incontrato prima, ma seria, con delle ambizioni di crescita, che ha sempre voluto costruire un futuro per i suoi ragazzi».
Anche se la serie C è un livello amatoriale, per lei?
«È vero che è un livello amatoriale, ma ricordo quando ho cominciato a giocare in Nuova Zelanda, qui in Italia non c’era ancora il rugby professionistico, c’erano dei valori nello sport. Quegli stessi valori li ho ritrovati ai Lupi, in altre realtà più grandi purtroppo si sono persi».
Qual è il ricordo più bello della sua carriera?
«Direi i Mondiali del ’99 e precisamente la partita contro il Galles al Millennium Stadium. Ci sono anche altri momenti, ma questo è davvero il migliore per me, per come è andata la partita, per la mia prestazione che è stata fondamentale per la vittoria e per passare il turno, importante soprattutto per la squadra che rappresentavamo».
Ha rimpianti?
«No. Ovviamente ci sono sempre cose che col senno di poi avresti potuto fare meglio di come hai fatto, però io credo di aver dato il massimo di me in ogni cosa. Quindi no, non ho rimpianti»
Quali sono i suoi progetti per il futuro?
«Dopo questa partita tornerò a casa mia, alle Samoa: ancora due settimane e poi partirò».
E là riprenderà a giocare?
«Anche là non credo che continuerò a giocare o ad allenare. Credo di poter affermare che la mia carriera sportiva sia definitivamente giunta al termine, poi non so bene quale sarà il mio futuro, ma in ogni caso sarà a casa mia in Oceania».
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