«La difesa dovrà essere la nostra arma in più»
Il bomber biancorosso Drake Diener: «Brindisi non ci deve fare paura ha talento ed energia ma sono tutte qualità che abbiamo anche noi»
REGGIO EMILIA. «In difesa non ci sono alibi, si può sempre essere duri e determinati, anche quando il tiro non entra. E per questo deve essere la nostra forza».
Punta al sodo Drake Diener nel presentare l’avvio dei play off della sua Grissin Bon, e soprattutto la “ricetta” buona per superare difficoltà e turni, a partire da Brindisi.
Lo fa partendo dalla sua esperienza, come veterano che da parecchi anni disputa i play off. E in diverse occasioni è arrivato anche piuttosto avanti.
Quale dev’essere la vostra priorità nell’affrontare la serie dei quarti con l’Enel Brindisi?
«La difesa, perché quella può e deve essere una costante, lì non ci sono alibi».
Cosa intende?
«Ai play off si gioca spesso, ci sono tante brutte partite, l’attacco a volte può soffrire, i tiri non entrano».
In difesa, invece?
«In difesa contano la durezza, la voglia, la preparazione e la determinazione. E quelle si possono mettere sempre. Se non ci sono, la squadra non ha alibi».
Sarete subito messi alla prova. Cosa cambia dalla stagione regolare ai play off?
«Per gara 1, per certi versi, non cambia nulla. Uno dei pregi del campionato italiano è che tutte le partite sono importanti e combattute».
Quindi siete già abituati a essere motivati?
«Sì, qui ogni gara è preziosissima e bisogna sempre fare il massimo. È un po’ diverso nella Nba, per dire, con 82 partite di stagione regolare».
Le differenze coi play off quali sono, allora?
«Ci sono da gara 2 in poi: non ci sarà praticamente tempo per riposare, si gioca sempre, si viaggia, bisogna essere bravi a recuperare».
La panchina lunga quanto conta?
«Può essere decisiva, e in questo noi abbiamo profondità, tanti giocatori che possono entrare e aiutare».
Il difficile è accontentare tutti, no?
«E’ un equilibrio complesso, anche perché bisogna prima di tutto pensare alla partita in corso, ma anche a bilanciare le forze per le prossime sfide che ci attendono».
Parliamo dell’Enel Brindisi, la vostra avversaria ai quarti. Il suo parere?
«L’Enel è una squadra atletica, con tanto talento, pericolosa. Hanno tanti esterni che possono fare sempre canestro».
E sotto al ferro?
«Anche lì sono tosti, i loro pivot sono potenti e si fanno sentire, sia nei rimbalzi sia in attacco».
La loro fisicità può farvi soffrire?
«Loro hanno forza ed energia, ma anche noi le abbiamo per questa ragione non devono farci paura».
No?
«Il nostro reparto lunghi è profondo e forte, tutti possono portare un buon contributo, i centri come le ali, e ci siamo anche rinforzati con l’inserimento di Vitalis Chikoko».
Il quarto di finale al via questa sera in via Guasco è la prima tappa. Sin dove volete arrivare?
«Più in alto possibile, è ovvio, noi vogliamo puntare in alto e sappiamo di potercela giocare con tutti quanti».
La favorita per lo scudetto rimane Milano?
«Sì, credo proprio di sì, sono i più profondi, quelli più solidi fisicamente, però non sarà facile per nessuno».
Le altre? Che dice della sua ex squadra, Sassari?
«La Dinamo è una formazione pericolosissima, è vero che nell’ultimo periodo ha perso diverse partite ma si sta riprendendo. La formazione sarda ha un enorme talento atletico, e può fare davvero male».
Delle prime della classe rimane Venezia. Della Reyer che dice?
«Quella veneziana è una squadra solida, compatta, che sa sempre quello che deve fare, però in questi quarti si trovano di fronte un’avvversaria davvero difficile da affrontare.
Cantù. I brianzoli possono essere la cosiddetta mina vagante?
«Diciamo che è un brutto accoppiamento per i quarti di fina. L’AcquaVitasnella Cantù è molto tosta, non sono una squadra facile da affrontare, tutt’altro».
Prima ha parlato di Nba. Qual è il suo pronostico per il campionato americano?
«I favoriti sono i Golden State Warriors, sono quelli che giocano meglio. L’unico che può davvero dargli fastidio è LeBron James, con i suoi Cleveland Cavaliers».
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