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Grissin Bon, ora bisogna dare la zampata alla serie

di Linda Pigozzi
Grissin Bon, ora bisogna dare la zampata alla serie

Alle 20.45 i biancorossi tornano in via Guasco per gara 2 con l’Enel

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REGGIO EMILIA. Tutta un’altra storia. Si torna al Bigi alle 20.45 di questa sera per gara 2 della serie dei quarti play off con l’Enel Brindisi con la vivida speranza che sia davvero una storia differente rispetto a una gara 1 vinta solo in volata e solo dopo atroci sofferenze.

Se martedì è stata durissima, stasera lo sarà ancora di più. L’Enel salirà infatti sulle tavole del Bigi incattivita al massimo dalla sconfitta di martedì arrivata dopo aver assaporato il sapore zuccherino del successo per lunghissimi minuti. E, facilmente immaginabile, la formazione di Piero Bucchi la butterà sin da subito sull’intensità (anche difensiva) e sulla fisicità. Un’arma, quest’ultima, che aveva stordito i biancorossi nel tragico inizio di gara 1 dominata dai brindisini su entrambi i lati del campo.

Ma cosa è realmente emerso nella prima gara della serie? Cosa non dovrà assolutamente ripetersi stasera e in futuro?

Neanche da dire, l’approccio disastroso. Una squadra che non nasconde di puntare in alto come la Grissin Bon non può lasciarsi asfaltare in quel modo.

Rischiare di perdere una partita chiave per il destino della serie precipitando a -23 nel modo più abulico possibile, è cosa gravissima.

C’è anche altro, però. I sette miseri punti segnati nei primi 10’ sono arrivati dai canestri dei centri Chikoko e Lavrinovic. Gli esterni hanno chiuso la prima frazione di gioco con uno zero assoluto. Improponibile davvero, visto il valore assoluto dei tiratori reggiani. Su tutti Drake Diener. Il suo tabellino di gara 1 recita 1/7 dal campo. Dato deprimente soprattutto per come è maturato. Tre stecche clamorose dall’arco nel primo quarto e poi l’atteggiamento quasi rassegnato di chi deve limitarsi a passar palla. E così non va. Così non può andare. Diener va innescato. Diener va armato. Diener va messo nelle condizioni di esprimere il proprio immenso potenziale distruttivo in attacco. Perché di lui, delle sue mani assassine, c’è bisogno come dell’’ossigeno in un play off durissimo. Punto.

Leggendola in positivo, gara 1 ha visto anche la clamorosaremuntada ha dimostrato che la squadra c’è. Non si sono disuniti, i ragazzi di Max Menetti nonostante il polare -23 che aveva gelato il Bigi. Rientrati dagli spogliatoi dopo la pausa lunga i biancorossi hanno trovato la bellissima reazione che ha mutato la storia del match.

Di positivo c’è stata la classe e la grinta di Darjus Lavrinovic, unico a non arrendersi quando il verdetto sembrava già scritto e primo a suonare la carica quando era fondamentale farlo.

Di positivissimo c’è stata poi la faccia tosta di Amedeo Della Valle. Partito davvero malino, l’ex Ohio State ha resettato tutto nella seconda parte della gara trovando nove punti preziosi come diamanti nel periodo conclusivo. Triple che sono risultate pugni nello stomaco dei brindisini e liberi decisivi infilati senza tremori di sorta. Non è da tutti al primo play off. (Vabbè...dimentichiamoci il tecnico che la guardia piemontese s’è fatto fischiare per una simulazione “calcistica” in un momento clou del match e che, chi ha visto e rivisto il replay, dice che ci fosse tutta).

Archiviate quindi le sofferenze di gara 1 si torna nella bombonera di via Guasco che sarà ancora di bianco vestita per gara 2. E stasera, davanti alle telecamere di RaiSport1, dovrà però essere tutta un’altra storia. Più concentrata. Più precisa al tiro. Più propensa al sacrificio difensivo per tutti i 40’. Più presente a rimbalzo. Questa dovrà essere la Grissin Bon che stasera uscirà dal tunnel per cercare di raggiungere l’auspicato 2 a 0 che renderebbe decisamente più sereno il viaggio in Puglia. Si riuscisse a centrare la vittoria, sabato sera (niente diretta tv stavolta) la Grissin Bon si troverebbe di fatto la palla in mano per chiudere la serie al pala Pentassuglia.

Prima di guardare troppo avanti c’è però la sfida di stasera. Da vincere per dare una spallata decisiva alla serie.

E stasera ci proverà pure Venezia a far valere di nuovo il “fattore Taliercio” dopo che, martedì sera, Cantù di Metta World Peace vi è caduta sotto i colpi della new entry veneziana Pietro Aradori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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