«Condannati dalle percentuali e dalla fatica a prendere ritmo»
L’allenatore Max Menetti: «Solo nel terzo periodo di gioco siamo riusciti a correre come piace a noi Anche se ora la serie è finita sull’1-1 non abbiamo intenzione di mollare e a Brindisi ci proveremo»
REGGIO EMILIA. «Il basket è uno sport semplice: abbiamo faticato a prendere ritmo, e le percentuali ci hanno condannato». Max Menetti riassume così, con chiarezza, le chiavi della sconfitta della Grissin Bon.
«Solo nel terzo quarto siamo riusciti a prendere il nostro ritmo e a correre, come a noi piace fare in casa, ma senza trovare il cinismo per chiuderla. Nel finale, sbagliando i tiri, abbiamo perso anche lucidità difensiva, mentre Brindisi si è resa conto che poteva farcela» spiega. Però, non è mancato molto: «Abbiamo fatto 8/33 da tre punti, sarebbero bastati tre o quattro tiri in più e sarebbe cambiato tutto, anche per trovare fiducia. In più, i problemi di falli dei lunghi ci hanno impedito di trovare continuità e ritmo».
Le percentuali sono la condanna: «Siamo una squadra che dipende dal tiro, e la difficoltà delle guardie è stata evidente. La partita è sempre rimasta bloccata mentre a noi piace correre, e difatti appena abbiamo trovato tre cesti e fatto due contropiedi siamo andati a + 6». Lì cosa è successo? «Non abbiamo chiuso la questione, abbiamo sbagliato ancora dei buoni tiri, alcuni ottimi, e così abbiamo lasciato in vita Brindisi, che ha iniziato a crederci. Quello è stato il momento decisivo, in 30’ abbiamo concesso 43 punti, meglio di così dietro non potevamo fare, e anche i 31 punti subiti nell'ultimo quarto sono da valutare conteggiando il fallo sistematico nel finale».
Adesso è necessario vincere a Brindisi: «Lo abbiamo già fatto in stagione regolare, e in trasferta siamo andati bene. È chiaro che avremmo preferito andare 2 a 0, ma i play off sono così, lo sapevamo e ne abbiamo avuto conferma. Siamo 1 a 1 e non molliamo, ci proviamo, e adesso magari un po' di pressione è finita sulle spalle di Brindisi».
Qualche individualità spicca, ma in negativo. Come Diener: «Più che guardare le due partite giocate, guardo al futuro e sono fiducioso, in questa stagione lui ha giocato meglio in trasferta che in casa, penso possa fare bene. E non è che lui non ci tenga, basta guardare come reagisce quando sbaglia un tiro». Mancano i canestri e quindi la fiducia: «Anche per altri è così, Silins in difesa lavora, ma anche lui ha bisogno di fare paniere».
Di tutt’altro umore Piero Bucchi: «E’ la prima vittoria ai play off della storia della nostra società, un altro passo in avanti. Siamo stati bravi a cancellare gara 1, e a seguire il nostro piano: sia in difesa che in attacco abbiamo fatto quello che volevamo».
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