Gazzetta di Reggio

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Grissin Bon deve vincere per riaprire i giochi

di Adriano Arati

Reggio stasera (ore 20.45) gioca a Brindisi gara 3 con l’obbligo del riscatto Cinciarini e compagni dovranno ritrovare la capacità di andare a canestro

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REGGIO EMILIA. Non mollare la presa, continuare ad avere fiducia nel tiro, che prima o poi tornerà, e nella difesa. La Grissin Bon questa sera a Brindisi è chiamata a una nuova dimostrazione.

La sconfitta in gara 2 mette il pallino del fattore campo in mano a Brindisi, e anche la pressione del risultato. I biancorossi sanno però che senza almeno una vittoria esterna si va a casa, e ben prima del previsto. Il materiale per sistemare tutto c’è eccome, in maglia reggiana. La Grissin Bon ha dimostrato di avere determinazione e concentrazione difensiva, pur con qualche black out di troppo. La rimonta di gara 1 e la grinta mostrata da Lavrinovic e Polonara sino all’ultima bomba della seconda partita lo confermano.

Stasera la squadra dovrà essere brava a scacciare i brutti pensieri e a tornare in campo con la stessa dedizione dietro. Poi, lo dice il nome, a pallacanestro bisogna fare canestro. In questo senso, giovedì sera le sofferenze Grissin Bon sono state davvero troppe. Ritrovare la mira, soprattutto dall’arco, è fondamentale per una formazione come quella biancorossa, che di tiro da 3 spesso vive e muore. E il 24% di giovedì (8 su 33) è una condanna, oltretutto gonfiato in positivo da Polonara e Lavrinovic nel finale.

L’unico modo di “guarire” è continuare a tirare, senza perdere la fiducia nelle proprie doti tecniche. Che, a partire da Diener e Kaukenas, non sono certo in discussione. Sarà banale, ma la chiave è tutta qui. Se Reggio continua a fare il proprio gioco, senza snaturarsi per i troppi errori, vincere anche in un campo caldissimo come Brindisi non è certo una chimera. La difesa ha mostrato la sua solidità, ed è il segnale migliore sulla tenuta mentale. Adesso, si tratta di andare sul parquet con tutta la grinta disponibile e far vedere le tante qualità disponibili. Essere in trasferta, per certi versi, potrebbe aiutare: il meraviglioso palaBigi delle due gare interne emoziona e inevitabilmente carica i giocatori di responsabilità; a Brindisi, contro tutto e tutti, la testa potrebbe essere più libera.

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