«I play off si affrontano una partita alla volta ora pensiamo a gara 3»
REGGIO EMILIA. Ora si va al Pala Pentasuglia e Achille Polonara suona la carica per partire subito col piede giusto. Gara tre, infatti, potrebbe essere un punto di svolta della serie e lo deve...
REGGIO EMILIA. Ora si va al Pala Pentasuglia e Achille Polonara suona la carica per partire subito col piede giusto.
Gara tre, infatti, potrebbe essere un punto di svolta della serie e lo deve essere a favore della Grissin Bon. L’ala biancorossa non lesina critiche alla prestazione della sua squadra e si aspetta un pronto riscatto a Brindisi, dove certi errori non dovranno essere ripetuti: «Una cosa in comune tra le due gare è il black out. In gara 1 l’abbiamo avuto subito, questa volta nella seconda parte di gara. Noi siamo stati nulli in difesa, troppi errori, troppi tiri facili concessi agli avversari».
È mancata la fluidità?
«Siamo andati a sprazzi, in attacco giravamo bene la palla, poi ci bloccavamo e cominciavamo a forzare prendendoci troppi 1 contro 1 anziché giocare di gruppo».
Forse avete avuto troppa fretta di chiudere la serie?
«Forse sì. Ma ai play off devi pensare a un pallone alla volta, perché ogni giocata può essere decisiva. Bisogna stare sul pezzo e non rilassarsi neanche se in vantaggio. A noi è mancata la continuità».
E adesso?
«Se fossimo riusciti a partire col vantaggio di 2-0 sarebbe stata tutta un’altra storia, loro avrebbero giocato entrambe le gare in casa con tantissima pressione sulle spalle».
L’ideale sarebbe vincere gara 3 per essere un po’ più tranquilli nella quarta?
«Sì. Il sogno sarebbe vincere tutte e due e chiudere la serie, ma partire bene in gara 3 sarebbe già molto importante perché in questo modo saremmo un po’ più tranquilli nella partita successiva, alla peggio ci giocheremmo il match decisivo in casa. Inoltre loro non avrebbero la carica psicologica di poter chiudere la serie in casa».
Quanto è difficile vincere a Brindisi?
«Non è facile ma non giochiamo contro marziani. Sappiamo che si può vincere sul loro campo. Ce la giochiamo senza paura. L’importante è pensare a una gara alla volta».
Una cosa da sistemare è la circolazione di palla? Forse qualcuno si dovrebbe prendere più responsabilità?
«Forse sentiamo gli effetti dei tanti infortuni patiti negli scorsi mesi, ci siamo allenati poco insieme. Ora che ci siamo tutti sono cambiati i minutaggi e le gerarchie. Ovviamente dobbiamo renderci conto che sia chi gioca 1 minuto, sia chi ne gioca 30 deve dare il massimo».
Come affrontate questa trasferta?
«Dobbiamo giocare tranquilli, con la testa libera, come nella seconda parte di gara 1, quando ci siamo saputi esaltare sia in difesa che in attacco».
Cosa temete di più di Brindisi a questo punto?
«Loro sono molto fisici e atletici e hanno trovato in Cournooh, aggiunto in questa serie, un bel vantaggio».
L’arma da mettere in campo?
«Aggredirli subito perché abbiamo visto che se aggrediti vanno in difficoltà contro di noi».
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