Vittoria rimandata a Bassano
La Reggiana gioca alla pari ma la qualificazione è posticipata alla partita di ritorno
REGGIO EMILIA. La Reggiana ha dimostrato di poter giocare alla pari contro il Bassano. E questo è già un elemento importante, tenuto conto del valore della squadra di Antonino Asta. I granata non sono andati oltre lo zero a zero per sfortuna, vedi il palo su punizione di Giannone (12’pt) ma avrebbero anche potuto trovarsi in svantaggio sulla traversa colpita da Pietribiasi (38’pt). I due gol annullati per fuorigioco attestano la pericolosità dei veneti ma anche la bravura, oltre che dell’assistente Fabio Hager di Trieste, della retroguardia granata.
La Reggiana non si è risparmiata e ha speso tutto quello che aveva dentro in termini di energie nervose e fisiche. Non si poteva chiedere di più a Bruccini e compagni. E’ mancato quel briciolo di fortuna per concretizzare qualche affondo ma è un pareggio che i granata devono accettare con serenità e fiducia. Certo, è stato un peccato non vincere per l’entusiasmo e la passione degli undicimila tifosi presenti al Città del Tricolore. Ma loro la partita l’hanno vinta per passione, partecipazione e una coreografia della curva Sud da pelle d’oca. Un incitamento costante iniziato all’uscita dall’albergo quando un migliaio di tifosi ha accompagnato il pullman della squadra allo stadio. Va, però, anche detto che non era facile per il Bassano giocare in uno stadio così carico di passione emotiva eppure Nolè e compagni hanno macinato chilometri, creato gioco ed occasioni da rete, mettendo a volte i brividi al portiere Feola.
Un incontro di pugilato tra due pesi massimi che se le sono date di santa ragione, senza risparmiarsi ma con rispetto per l’avversario.
E adesso? Si sapeva che queste sono partite che si giocano nell’arco di 180 minuti e si può dire che il primo tempo si è concluso sul pareggio per zero a zero, ora c’è da giocare la ripresa. E poco importa se domenica la Reggiana sarà in trasferta al Marcante di Bassano perché sarà come giocare in casa. Spanò e compagni possono partire da un vantaggio: hanno capito che non sono inferiori al Bassano e come è successo al Del Duca di Ascoli, tutto può succedere. Questa è una squadra che non muore mai, che ha una grande forza di volontà e nulla gli è precluso. Certo, i granata dovranno limitare le qualità offensive del Bassano, imbrigliare i due esterni Iocolano e Furlan togliendo palloni alle punte Nolè e Pietribiasi ma soprattutto dovranno giocare con il cuore in mano come spesso è accaduto in trasferta.
La Reggiana anche ieri ha dimostrato con le accelerazioni di Bruccini, gli affondi di Mignanelli e i colpi di Giannone di poter impensierire la retroguardia del Bassano. E’ stata una partita vissuta sul filo dell’equilibrio e sarà così anche domenica prossima. Poteva essere un episodio a decidere il match ma i legni hanno aiutato i portieri. Lo stesso ritornello sarà domenica a Bassano perché queste gare si giocano sul filo dell’equilibrio e con il cuore in gola. Ma tutto è ancora in gioco.
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