Gazzetta di Reggio

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Una coreografia tutta fatta in casa

di Wainer Magnani
Una coreografia tutta fatta in casa

Sono state utilizzate delle tovaglie e tanta buona volontà

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REGGIO EMILIA. E’ il marchio di fabbrica della reggianità. La coreografia presentata dai tifosi della curva Sud ha spopolato. Un’idea originale e unica per Reggio. Mai si era arrivati a tanto. Un successo senza precedenti, del tutto meritato. I riconoscimenti sono arrivati dalle altre tifoserie organizzate come dai semplici tifosi del calcio.

Uno show iniziato con uno striscione “mettetevi comodi, inizia lo spettacolo” e poi è stato srotolato il doppio mega striscione: in effetti la prima parte era la maglia numero dodici delle Teste Quadre, ovviamente sul centrocampo. Uno striscione largo dieci metri e alto altrettanto che è rimasto nella parte bassa della curva proprio come simbolo. Poi l’altra parte del campo come un tradizionale schema di formazione con un occhio di riguardo per Alessi, il numero 10 collocato nella parte di campo a lui congeniale, sul centro sinistra (10 per 20 metri). Due maxi striscioni che hanno impegnato per tre serate ben dodici ragazzi della curva. Ore dedicate a cucire delle tovaglie colorate di verde che hanno formato il campo e poi le maglie granata con i numeri dipinti a mano. Non si direbbe dalla perfezione ma è stato un lavoro certosino da parte degli stessi tifosi granata. Un puzzle composto in queste lunghe notti di maggio. Diciamo che ne valeva la pena anche se c’era l’apprensione per il maltempo che fino a sabato ha tenuto col fiato sospeso chi ha allestito la coreografia. Poi è spuntato il sole ma soprattutto la curva Sud si è riempita come non mai di tifosi e tutti con addosso una maglia granata. Così quel campo verde, con gli undici granata e il dodicesimo uomo , le Teste Quadre, si stagliava in modo incredibile. Il tocco finale, la dicitura: oggi giochiamo anche noi. Un successo senza precedenti, andato oltre le più rosee aspettative degli stessi ragazzi della curva Sud. Tutto è andato per il meglio e quell’immagine è destinata a fare storia. Poi c’è da rimarcare un particolare importante: questa coreografia le Teste Quadre se la sono pagata di tasca propria. I finanziamenti sono stati fatti attraverso una colletta. L’appuntamento era con la Spal ma non era quella la partita della vita, così si era deciso di posticiparla. Ve la ricordare la “lettera d’amore” al termine del derby con la Spal: per coerenza anche ai play off non ti posso seguire ma con il cuore sarò lì con te a soffrire. Carica ragazzi fino alla fine.

La Reggiana, vincendo ad Ascoli, ha così offerto alle Teste Quadre la possibilità di esternare tutta la passione che caratterizza la curva Sud. E adesso la speranza è di andare in finale contro il Como per giocare il ritorno a Reggio e “scatenare l’inferno”.

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