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Gli eroi granata, la Reggiana degli anni 40

di Mauro Del Bue
Gli eroi granata, la Reggiana degli anni 40

Lo stadio Mirabello viene dotato di tribuna, si arriva a ottomila spettatori ma durante il conflitto mondiale la squadra torna in C

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REGGIO EMILIA. Dopo la promozione in B, conquistata proprio in quel giugno del 1940 quando Mussolini aprì le ostilità belliche dell'Italia, la Reggiana inizia i suoi campionati di guerra.

Il primo, quello del 1940-41, si apre con la conferma del blocco della promozione e dell'allenatore Vanicek, con i soli innesti di Bianchi, Bonesini, Bandini e più tardi di Violi, ritornato all'ovile, e di Tortora. Tra i pali è ancora alternanza tra Lusetti e Vasirani, poi Duo e Milo Campari (o Gatti), in mediana Malagoli, Bernardi e Testoni. E davanti, con le nuove tre B richiamate, anche una quarta, Biagini, con Romanini. Il Mirabello si rifà il trucco. Dal Polisportivo (ippodromo e altro) in località campovolo, ove nasce un aeroporto di guerra, si trasporta la tribuna in legno. E cinquemila reggiani assistono alle prime vittoriose partite contro l'Anconitana, il Padova e il Savona (ripescato). [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.11419955:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/sport/2015/05/14/news/al-caffe-europa-la-prima-sede-sociale-dell-ac-reggiana-1.11419955]]

Poi annunciamo l'attacco alla Grecia, dichiarando che le spezzeremo le reni, e noi incappiamo in pareggi e sconfitte (anche in Grecia siamo salvati dai tedeschi). Col Modena al Mirabello ci sono 8mila persone e finisce 3 a 3. A fine campionato è salvezza, mentre la Germania inizia l'operazione Barbarossa invadendo l'Urss. Campionato sospeso nel 1941? Macché. Si decide di giocare ancora.

Ma la guerra non doveva durare solo pochi mesi? La Reggiana perde Scheggia Malagoli, ma anche Bianchi e Bonesini, torna Colaussi, parente del più noto nazionale, e nell'estate viene anche composto il primo inno granata. Dopo un inizio accettabile la Reggiana comincia a perdere. Via Vanicek, nuovo allenatore è proprio Bernardi che cede al reggiano Livio Spaggiari (sarà a lungo presidente del Consorzio delle cooperative) il posto in squadra. Torna anche Raggio Montanari, ma gioca poco. Poi, dopo la sberla con la Fiumana salta anche Bernardi e arriva, fresco di scrivania, Willam Ruozzi. Gino Bondavalli, che aveva conquistato la corona dei pesi gallo in piazza San Prospero, la difende alle Reggiane nella domenica in cui la Reggiana perde con lo Spezia e retrocede in serie C. Anche i nostri sono in Russia stretti dal gelo, mentre "Il Solco fascista" pubblica centinaia di avvisi mortuari di soldati reggiani. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.11458035:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/sport/2015/05/19/news/il-periodo-nero-della-storia-granata-1.11458035]]

Nel 1942-43 la Reggiana, guidata da Mazzoni, è in serie C e gioca anche contro il Mossine Guastalla. Tra i nostri bene Zecca e Marmiroli, molti però devono partire per la guerra che volge al peggio. In luglio crolla il fascismo, l'Italia è in mano ai tedeschi e a gennaio Reggio è distrutta dalle bombe alleate che seminano duecentosettanta morti e centinaia di feriti. I reggiani fuggono verso località di campagna. Vuoi pensare al calcio? Sì, perché per distrarsi si inventa anche un campionato Alta Italia che appare beffardo inganno di fronte alla tragedia. Noi giochiamo al Mirabello contro il Mantova a un mese dalla strage e con la tribuna bombardata. Intanto due personaggi del mondo granata perdono la vita. Il vecchio dirigente Pietro Pietranera, per mano di un gruppo di partigiani che lo ammazzano in casa davanti alla moglie al figlio, poi l'ex portiere Giuseppe Baldi che viene fucilato dinnanzi al Mirabello da un plotone di partigiani perché aveva trattenuto soldi della Resistenza. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11356129:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/05/04/news/eroi-granata-partecipa-al-sondaggio-online-1.11356129]]

La Liberazione ci riporta al calcio. E anche a una nuova dirigenza. E' quella del giovane Carlo Visconti, varesino di nascita, reggiano d'adozione, poi seguito dall'imprenditore Gino Lari. Giorgio Degola li raggiungerà solo nel 1952. La Reggiana si presenta ai nastri di partenza del torneo misto C-B ancora con Vasirani, Milo Campari, Panciroli, Testoni, Livio Spaggiari, Alvigini, Violi, Ganassi. Arriva anche il centravanti Losi. Ci qualifichiamo per la B e disputiamo anche il torneo che dà diritto alla promozione in A, dove approda l'Alessandria. Il 31 marzo del 1946 sbanchiamo il Tardini di Parma con due gol di Panciroli.

Nel campionato 1946-47, dopo aver conquistato la Repubblica, costruito la nuova tribuna in cemento al Mirabello e alzato in legno le gradinate di fronte, conquistiamo un'onorevole salvezza in B, con il reggiano Martinelli tra i pali, Lucchese e Giaroli terzini, Panciroli, Salvioli e Benelli in mediana e Peruzzo (o Foglio) con Ganassi, Borri, Marmiroli e Mantovani davanti. Poi il torneo 1947-48 (Visconti e Lari si dimettono e Dall'Aglio è commissario), dove, grazie ai gol di Suozzi, conquistiamo quinto posto e B unica, mentre il Fronte di Nenni e Togliatti perde le elezioni. Togliatti è vittima di un attentato e Bartali vince il Tour e dicono raffreddi la rivoluzione. Si canta "Amore baciami", ma non è dedicata a Ginetaccio che batte tutti "coi francesi che s'incazzano".

La Reggiana vende Giaroli al Palermo, Suozzi al Pescara e arrivano i mantovani Beghi e Forlani, dal Piacenza il portiere reggiano Paolo Manfredini, poi, dal Milan, anche il grande ex Arcari IV, che sostituirà anche Piero Ferrari in panchina. Si punta in alto e invece si raggiunge una stentata salvezza, poco dopo la tragedia di Superga, dove trova la morte la squadra del Grande Torino, vincitore di cinque scudetti consecutivi. Fausto Coppi trionfa al Giro e al Tour e anche i reggiani si dividono non solo tra comunisti e democristiani, ma anche tra coppiani e bartaliani. Ancora più stentata è la salvezza del campionato 1949-50. Tra i nostri l'ala destra Baruzzi, il centravanti Scagliarini, il centromediano montecchiese Titti Montanari, l'ala sinistra Dal Bon.

Il 16 ottobre 1949 nel derby col Modena (finito 0 a 0) il Mirabello è denso di 14mila persone strette come sardine in scatola in un impianto che al massimo ne poteva contenere ottomila. Dopo avere vinto a Catania e a Taranto, nel novembre del 1949, i nostri eroi vengono accolti con la banda alla stazione e ricevuti dal sindaco Cesare Campioli. Il Mirabello è anche squalificato per incidenti e col Napoli parte un treno con mille tifosi alla volta del neutro di Cremona dove la Reggiana impatta per 2 a 2 col Napoli. Alla fine è salvezza miracolosa. Nessuno più ci credeva. Il 25 giugno 1950 un intreccio incredibile di risultati (da ufficio inchieste) condanna, oltre alla Pro Sesto, al Prato e al Taranto, l' Alessandria l'Empoli. Noi battiamo la Salernitana per 1 a 0 e festeggiamo. Sono arrivati i meravigliosi anni cinquanta. Aperti da un Miracolo a Reggio, altro che a Milano …

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