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Carlo Recalcati è il condottiero di una Reyer costruita per vincere

Adriano Arati
Carlo Recalcati è il condottiero di una Reyer costruita per vincere

L’Umana Venezia è nata dal blocco uscito da Siena con Ress, Ortner, Viggiano e Nelson Gli altri due cardini sono veterani della serie A, la guardia americana Phil Goss e il croato Peric

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REGGIO EMILIA. Costruita per vincere, e per farlo in fretta.

È una squadra ambiziosa, la Reyer Venezia, a immagine e somiglianza del suo presidente Luigi Brugnaro, che in pochi anni l’ha trasformata in una realtà di vertice e ora punta anche alla poltrona di sindaco veneziano, nelle imminenti elezioni.

La passata stagione dell’Umana è stata fallimentare, e quindi si è ripartiti quasi da zero puntando sul veterano per eccellenza del basket italiano, Carlo Recalcati. L’ex ct dell’argento olimpico ha portato la consueta calma e ha messo in ordine tutto quanto, plasmando una formazione con le idee chiare che ha avuto pochi sbandamenti durante il campionato. Due proprio con Reggio, che l’ha battuta all’andata e al ritorno. E con cui condivide parecchi aspetti, in campo e fuori.

A fare la differenza, sempre e comunque, sono poi i giocatori. E questa Umana è disegnata proprio per i play off. Fisica, con tanta tecnica e tantissima esperienza.

Non a caso, è stata costruita sul blocco uscito da Siena, con Ress, Ortner, Viggiano e Nelson, gente abituata a giocare per vincere, anche nella tempesta.

Gli altri due cardini sono veterani d’Italia e soprattutto grandi interpreti di basket, la guardia americana Phil Goss e il croato Peric, uno dei migliori giocatori di questa serie A.

Attorno a questa solidità, è stato poi inserito il controverso play statunitense Julyan Stone, talentuosissimo atleta di oltre due metri che tira e segna poco, ma che può dominare a rimbalzo e in difesa, oltre che come passatore. E due belle novità, il tiratore lituano Dulkys, classico cecchino baltico che dovrà vedersela con i maestri Kaukenas e Lavrinovic, e il regista 22enne Michele Ruzzier, nome intrigante anche in prospettiva azzurra.

Durante l’anno, per non lasciare nulla di intentato, si è lavorato molto anche sul mercato. Sono arrivati il tiratore Jackson, navigato e con passaporto italiano, il lungo di riserva Radic e soprattutto l’ultimo grande colpo, Pietro Aradori. Acquisto, quest’ultimo, che conferma quanto l’Umana faccia sul serio.

È una delle nuove regine della serie A, in pratica, titolo che – frasi di circostanza a parte – spetta pure a Reggio. Sparite le squadre storiche, dietro la dominatrice Milano sono cresciute nuove leve, ambiziose e con risorse adeguate, come Reggio, Venezia e Sassari. Società che hanno investito molto e adesso sono ripagate dalla semifinale, in particolare le semi-debuttanti Umana e Grissin Bon, da decenni lontano da questo palcoscenico.

Ora si scontrano fra loro, in una serie che sarà pure uno spartiacque, perché chi la vincerà sarà vicinissima anche all’Eurolega, la massima competizione continentale. Un obiettivo chiaro per entrambe, a questo punto. Ottenerlo al primo anno “da grande” sarebbe davvero un risultato da ricordare. La Grissin Bon giustamente ci spera, e così fa l’Umana. In ballo c’è davvero tanto, ora rimane da gustarsi i primi quattro, assicurati, passi di danza.

L’ambiente del Taliercio sarà un pandemonio per intimorire gli avversari ed essere per l’ennesima volta il sesto uomo in campo.

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